I consiglieri di maggioranza hanno scelto di non difendere due colleghi (Marini e Ferrari) dagli insulti dal presidente del Mart, Vittorio Sgarbi

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Oggi il Consiglio provinciale ha sacrificato la propria dignità sull’altare dell’opportunità politica. I consiglieri di maggioranza hanno scelto di non difendere due colleghi pesantemente vilipesi dal presidente del Mart, Vittorio Sgarbi, nomina il cui valore politico a quanto pare va ben oltre il rispetto per la verità fattuale e per le Istituzioni.
Nel dispositivo della proposta di risoluzione respinta a maggioranza si proponeva di impegnare il Presidente del Consiglio:”a perseguire in sede giudiziaria tutte le iniziative necessarie per assicurare la tutela della dignità e dell’onorabilità dei consiglieri e delle istituzioni provinciali, con specifico riferimento ai comportamenti, alle minacce di applicazione della pena di morte e agli insulti, ad essi rivolti da parte del deputato Sgarbi Vittorio”.
Non c’è infatti dubbio alcuno che Sgarbi abbia proferito insulti: lo hanno confermato gli stessi uffici del Consiglio non ammettendo una mia interrogazione che riportava alcune delle sue affermazioni alla stampa, con la motivazione che essa conteneva espressioni “turpi” e quindi indegne di essere discusse dal Consiglio stesso.
Di fronte alla verità inoppugnabile dei fatti la maggioranza ha reagito infastidita, arrivando a sostenere che dare del “depensante” (significa “incapace di pensare da solo”, cioè di autodeterminarsi) oppure dell’ “onanista con la destra e con la sinistra”, costituisca al più una “provocazione”. Con questa scusa sono arrivati a giustificare tutto, compresa l’infelicissima uscita del “garantista” Sgarbi che a quanto afferma comminerebbe la pena di morte a tutti i 5 stelle.
Certo, i presidenti Kaswalder e Fugatti hanno genericamente condannato le espressioni di Sgarbi, ma quando si è trattato di difendere concretamente i loro colleghi e quindi la dignità del Consiglio, hanno fatto prevalere l’utilità politica, all’atto pratico dimostrando quanto poco valesse la riprovazione enunciata a parole. Si ricordino che lo Sgarbi che loro hanno difeso a spada tratta è lo stesso Sgarbi che anni fa riversava insulti improferibili contro i loro elettori. Oggi che comandano loro vanno a braccetto, domani magari gli si rivolterà nuovamente contro.
Il voto odierno su Sgarbi ha senza dubbio costituito una brutta pagina per il Consiglio provinciale trentino. C’è però un’eccezione notevole: l’astensione del consigliere Ivano Job, il quale ha dimostrato con i fatti di mettere il rispetto delle Istituzioni davanti all’interesse partitico. Per questo lo ringrazio. Ha tutta la mia stima e il mio apprezzamento.
QUI la proposta di deliberazione respinta dalla maggioranza


Alex Marini
Portavoce
Consigliere del MoVimento 5 Stelle in Provincia di Trento
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