Il piano utilizzo terre del bypass: un assalto alle aree inquinate e al Trentino

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26 febbraio 2026: Assemblea territoriale molto partecipata nella sala Circoscrizionale di Meano.

Intervengono esponenti dei comitati No Tav: Paolo Terzan, Elio Bonfanti, Roberto Chiomento, Marco Cianci, e della Coalizione politica “Trento in piazza” Giulia Bortolotti, Francesca Osti, Paolo Santolini, oltre a molti altri cittadini.

Si elencano i siti/ discariche/ cave nei quali verranno stoccati i terreni provenienti dal SIN di Trento Nord.

Tra i siti indicati figurano Civezzano (ex Pollo) per 7.000 metri cubi, Baselga di Piné (Avi Luca) per 5.000, Pergine Valsugana (Corona) per 30.000. A Trento sono segnalate diverse aree: Lastari Vallalta per 200.000 metri cubi, Cadine per 400.000, Camparta-Bragagne per 400.000 e Piani di Camparta per 200.000.
L’elenco comprende inoltre Lona Lases (Ronchi) per 140.000 metri cubi e Lona Lases (Capitel) con una forchetta tra 350.000 e 700.000 metri cubi, Castel Ivano (Oltrebrenta) per 300.000 metri cubi e il Comune di Ala, con più siti: Val di Serra per 250.000 metri cubi, Chiesurone per 20.000, Valfredda per 63.000 e Neravalle per 100.000. L’elenco prosegue con Civezzano (Val Camino) per 240.000 metri cubi, Mori (Brianeghe) per 30.000, Rovereto (Cengi) per 30.000 e Arco (Piscolo) per 230.000.

La quantità di terreno estratto dall’ex scalo Filzi è enorme, si parla di milioni di metri cubi e costituisce un pericolo per la popolazione. E’ una bomba ecologica che esploderà quando si procederà con gli scavi per le gallerie a due canne sotto la Marzola e l’inquinamento non interesserà solo le falde acquifere, ma anche i terreni e le rocce che saranno sottoposti a trattamenti speciali con additivi tossici allo scopo di sostenere le volte della galleria e provocheranno un micidiale inquinamento da PFAS.

Migliaia di camion gireranno per tutto il Trentino, intasando il traffico e peggiorando la qualità dell’aria, già pessima. Proprio a Meano a gennaio si sono già sforati i limiti massimi di sostanze inquinanti previsti per un anno.

Per non parlare dei costi aumentati a dismisura, nell’ordine di 1.750.000.000 euro e dei tempi che si allungano, altro che finire nel 2026!
Avendo fretta di procedere con i lavori, prima vogliono terminare l’opera, poi faranno le barriere idrauliche e la bonifica. Noi insistiamo per procedere al contrario. Non ne vogliono sapere di fitobonifiche, come è stato fatto a Fidenza, perchè i tempi si allungherebbero ancora…

L’appello è quello di fermare l’opera e di bonificare!

Mettono a ferro e a fuoco una città e una valle intera per avere collegamenti commerciali più veloci.

E’ una follia ambientale e paesaggistica, con effetti devastanti sulla salute, perchè ci si ammala per l’accumulo di sostanze tossiche anche se sono sotto i limiti di legge… Per non creare allarmi l’agenzia Appa non pubblica i dati, li tiene secretati.

I cittadini si interrogano su quali azioni possono mettere in campo per salvaguardare il loro territorio ed evitare un’opera inutile, dato che basterebbe potenziare la linea storica che è sottoutilizzata.

Intanto è programmato un presidio sotto il Comune per il giorno 3 marzo alle ore 17,00 quindi si raccomanda la massima partecipazione alle manifestazioni e alle assemblee cittadine.

Al termine dell’assemblea si raccolgono i contatti per una raccolta firme da depositare in Comune.

A cura del Comitato di Redazione


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