Interrogazione scritta: chiarimenti su contratti di permuta con Multipli Arcese presso Ravina e Gardolo

Interrogazione scritta: chiarimenti su contratti di permuta con Multipli Arcese presso Ravina e Gardolo

CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

Gruppo consiliare MoVimento 5 Stelle

Trento, 14 ottobre 2015

Egregio Signor

Bruno Dorigatti

Presidente del Consiglio Provinciale

SEDE

Interrogazione a risposta scritta n.

In data 28 aprile 2008 tra la P.A.T. e la società Autotrasporti Multipli Arcese SpA è stato sottoscritto il contratto di permuta di:
– alcuni immobili di proprietà Arcese e precisamente: in P.T. 494 C.C. Ravina la p.f. 852/1 unitamente alla comproprietà per una quota di ½ della pp.ff 1243/1 in P.T. 515 e 1243/2 in P.T. 514, la p.ed 379 e p.ed 380; in P.T. 252 C.C. Ravina le pp.ff. 1028-1033/1-1242/2-1001/5;
– contro alcuni immobili di proprietà P.A.T. e precisamente in P.T. 3275 C.C. Gardolo le pp.ff 1031/4 e 1031/13.
L’istruttoria che ha portato alla stipula del contratto citato è stata supportata da numerosi atti fra i quali:
– perizia di stima di data 10 novembre 2005 e successivo aggiornamento del 22 marzo 2006;
– pareri del comitato tecnico amministrativo dei Lavori Pubblici e della Protezione Civile della P.A.T.;
– delibera di giunta provinciale nr. 2960 di data 30 dicembre 2005;
– delibera di giunta provinciale nr. 1692 di data 18 agosto 2006;
Dalla lettura dei documenti emergono numerose criticità.
Nella prima perizia di stima (10 novembre 2005) e nel successivo aggiornamento del 22 marzo 2006 sembrerebbero presenti errori di calcolo a danno della P.A.T. per euro 27.040,33. Tale errore sarebbe la sommatoria degli errori che sono stati commessi nello sviluppo di tre algoritmi indicati al punto 1b sia nella perizia che nel successivo aggiornamento del paragrafo “VALUTAZIONE”. Tali conteggi vengono qui di seguito riportati: (algoritmi indicati nell’aggiornamento)

[(1.232.692,52 x 0,03 x 1,02) x 1,2] = 45.264,47 e non 54.317,36
[(1.232.692,52 x 0,04 x 1,02) x 1,2] = 60.352,63 e non 72.423,15
[(1.232.692,52 x 0,02) x 1,2] = 29.584,62 e non 35.501,54
_______________ e non_________
Con un totale di euro 135.201,72 162.242,05 # 27.040,33

Se l’errore fosse confermato lo stesso ricadrebbe sulla maggiorazione del 12% per utile di impresa per ulteriori euro 3.244,84. Tale utile viene infatti calcolato anche sul presunto errore di euro 27.040,33 il 12% del quale corrisponde per l’appunto ad euro 3.244,84.
Si aggiunga che, nel calcolare il valore degli immobili ceduti da Arcese, perizia e aggiornamento considerano anche l’IVA (euro 246.538,50) che di norma non costituisce un costo per i titolari di partita per i quali tale imposta è solo una partita di giro. Nella fattispecie in esame invece si considera la presunta ed ipotetica come elemento che a sua volta va a formare una nuova base imponibile.
Le perizie che hanno stabilito il valore dei beni ceduti sono state eseguite in base ai commi 7, 8 e 9 dell’art. 36 della L.P. 23/90. La parte cedente aveva acquistato gli immobili in data 11 dicembre 1991 ad un valore che, convertito in euro, era pari ad euro 1.453.825,11. Tale valore iniziale, rivaluto al 100% degli indici Istat alla fine del 2005, avrebbe comunque raggiunto la cifra di euro 2.153.114,99 e non certo quella di euro 4.673.100 come indicato nell’aggiornamento. A questo si aggiunga che la permuta sicuramente non è avvenuta per causa di un esproprio né per richiesta e convenienza della P.A.T, ma per interesse e su istanza di Arcese.
La stessa Arcese non sembra poi aver realizzato gli immobili costituenti le p.ed 379 e 380 in C.C. Ravina perché acquistate ancora in data 11 dicembre 1991. Esse erano state realizzate come da licenza nr. 11332 rilasciata a titolo precario dal comune di Trento di data 8 agosto 1975. Risulta quindi difficilmente comprensibile che nel valore finale si conteggino cifre relative a tali opere: euro 135.201,71 per spese tecnico-amministrative, euro 57.894,08 per oneri di urbanizzazione, euro 203.924,06 per margine di impresa (Arcese non è una impresa edile), euro 30.979,64 per oneri finanziari, euro 100.743,46 per adeguamento Istat per un totale quindi di euro 528.742,95.
Se dalla cifra di euro 4.673.100,00 si deduce pertanto la somma degli importi indicati nei precedenti paragrafi pari ad euro 828.100,24 si ottiene una differenza di euro 3.844.999,76, cifra comunque ancora superiore a quella risultante dalla rivalutazione Istat della somma iniziale pagata dalla società.
La somma di euro 36.400,00 quale differenza positiva a favore della PAT risultante tra la stima dei beni permutati è stata poi ritenuta “cifra irrisoria” e per questo abbonata.
I terreni oggetto della permuta in C.C. Ravina erano urbanisticamente classificati in parte (mq 10.782) come zona di riserva nel Piano attuativo per insediamenti produttivi (quindi non suscettibili di edificazione né allora e sembrerebbe nemmeno ora) e in parte come zona agricola primaria (mq 14.742). La permuta assegna ai primi un valore di euro 230 al mq e ai secondi euro 31,167 al mq.
Nel contratto di permuta Arcese ha garantito i terreni ceduti liberi da “rifiuti tossici e speciali, contaminazioni e/o materiali inquinanti anche nel sottosuolo”.
La perizia idrogeologica effettuata nel giugno del 2006 dallo Studio di geologia dott. P.P. su incarico della P.A.T., inerente eventuali inquinanti presenti nel sottosuolo delle pp.ff. cedute ad Arcese, recita: “Le analisi chimiche eseguite sui campioni di terreno hanno messo in luce che sull’intera area non sono superati i limiti di legge (con riferimento al D.M n. 471/99) della TABELLA B (aree ad uso commerciale ed industriale in cui si colloca la zona in esame). L’analisi dei campioni d’acqua di falda prelevati ha mostrato valori inferiori a quelli indicati nella tabella di riferimento dei valori di concentrazione limite accettabili per le acque sotterranee allegata al D.M. 471/99 ad eccezione del MANGANESE, che risulta superiore in tutti i campioni (ma questo è un aspetto abbastanza comune nelle acque di fondovalle) e del PIOMBO che supera i valori di riferimento nei campioni dei piezometri 4 e 5. (ma per una percentuale ridotta, tale da poter essere compresa, indicativamente, tra gli errori di misurazione in laboratorio).”
Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere
1) se è confermato che i conteggi contenuti nella perizia del 10 novembre 2005 del Servizio patrimonio e demanio contengono errori di calcolo come indicato in premessa;
2) se è confermato che tali errori sono stati ripetuti anche nell’aggiornamento di perizia del 22 marzo 2006;
3) se è confermato che nel calcolo l’iva è stata considerata un costo e quindi base imponibile;
4) in base a quale ragionamento la cifra di euro 36.400 abbonata si può considerare “cifra irrisoria”;
5) se le valutazioni (euro 230/mq zona di riserva e euro 31,67 mq agricolo) sono ritenute congrue con riferimento ai valori dell’epoca;
6) se è stato verificato che le aree di Ravina siano effettivamente libere da rifiuti tossici e speciali;
7) come mai siano stati rimborsati ad Arcese euro 1.579.904,47 per il disinquinamento delle aree di proprietà P.A.T. se la perizia del dott. P.P. esclude per le stesse il superamento dei limiti di legge.
A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Cons. prov. Filippo Degasperi
Gruppo consiliare MoVimento 5 Stelle


l’interrogazione redatta grazie alla preziosa collaborazione del consigliere circoscrizionale Livio Merler che ha raccolto la documentazione e ricostruito la vicenda, evidenziandone le zone d’ombra.

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