La legge di stabilità dimentica i padri separati

La legge di stabilità dimentica i padri separati

«Con la legge di stabilità ancora una volta ci si dimentica dei padri separati e del loro diritto a condividere le decisioni che riguardano i figli».

Questo il commento del Consigliere Andrea Maschio del M5S di Trento, che prosegue:«Si prevede una “card” che consenta di agevolare le famiglie con almeno 3 figli minorenni nell’ottenimento di servizi privati e pubblici. All’apparenza una buona idea, che all’atto pratico suscita però molti interrogativi: ad esempio, cosa si intende per famiglia? È ancora una famiglia quella composta da due genitori separati i cui figli vivono in parte con un genitore e in parte con l’altro? In secondo luogo, perché solo figli minorenni? Che differenza c’è fra un figlio minorenne ed uno maggiorenne che frequenta l’università e risulta interamente a carico dei genitori? Come e da chi verranno gestiti gli sconti? Avranno voce in capitolo entrambe i coniugi o solo uno dei due? Come si vede le questioni sono tante, e tante altre ancora ce ne sarebbero da affrontare.
Purtroppo quando si parla di famiglia si tende ancora troppo spesso a ragionare su un modello che è ormai solo teorico. Quanto alla situazione dei padri separati e dei loro diritti, al di là delle parole è come sempre buio pesto. Qui non si parla naturalmente di individui violenti o criminali ma di persone normalissime che finiscono per essere punite, non dalla legge, che li tutelerebbe, ma da una prassi diffusa in sede di giudizio che li condanna a pagare gli alimenti anche quando sono loro ad essere il coniuge più debole economicamente, con situazioni paradossali di persone che non possono più permettersi di pagare e che per questo che finiscono con l’essere trattate alla stregua di veri e propri criminali, con tanto di sanzioni penali. Oggi più che mai è necessario prendere atto di queste situazioni ed intervenire tenendo conto di tutti i casi, smettendola di assumere un unico modello basato sul nucleo famigliare classico, che non è più l’unico e forse nemmeno il più diffuso».

Andrea Maschio
M5S Trento

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