Nuovo regolamento comunale di Rovereto: norme inapplicabili e aumento delle tasse

Nuovo regolamento comunale di Rovereto: norme inapplicabili e aumento delle tasse


Leggiamo con attenzione le notizie stampa relative al nuovo regolamento comunale e, in attesa del documento ufficiale, commentiamo riguardo i punti che potrebbero essere critici e creare più dissidi, liti e incerte azioni, anche giudiziarie, invece di essere soluzione ai problemi di convivenza civile.

Il primo punto esposto riguarda i panni stesi. Non credevamo che tale esposizione fosse un motivo di conflitto urbano, ma, volendolo normare in forma così stretta, crediamo che il divieto di stendere i panni «anche in parti di fabbricati visibili da suolo pubblico» denoti una totale ignoranza riguardo la situazione immobiliare della città.
Evidentemente il Sindaco dimentica, forse perché abita in un comune limitrofo, che in città praticamente tutti i poggioli sono visibili da aree pubbliche.

Forse questo provvedimento vuole essere un impulso alla vendita di asciugatrici, aumentando quindi il consumo di energia elettrica cittadino, e quindi un impulso all’economia. Dobbiamo però ricordare all’amministrazione, che quando staccheremo il dividendo di Dolomiti Energia, sarebbe bene si ricordasse di restituirlo ai cittadini roveretani direttamente in bolletta, così come richiesto dal M5S durante la variazione di bilancio «anticongiunturale», evitando di spendere i soldi estorti ai cittadini per favorire qualche imprenditore edile più o meno locale.

Il secondo punto che creerà innumerevoli diatribe e spese legali, dall’incerto risultato, riguarda il possesso degli animali. Cosa voglia dire divieto di «detenere animali che rechino disturbo» credo nessuno lo capisca.
Dopo quanti latrati un cane reca disturbo?
Chi potrà elevare tale multa?
Chi potrà sottrarre l’animale al suo padrone?

Se l’intenzione dichiarata dall’amministrazione è quella di risolvere i conflitti, con provvedimenti simili si creano, al contrario, infinite liti.
Riguardo gli schiamazzi, ci aspettiamo che chiunque voglia «schiamazzare» sia con l’orologio al polso e che lo faccia fino alle 24 precise, per poi ricominciare alle 00, visto che non è dato sapere quando può iniziare al mattino.

Altra forma di divieto è l’ubriachezza. Che non deve più essere molesta, ma in quanto tale. Quindi, da quello che abbiamo capito, sarà possibile ubriacarsi in un luogo pubblico, giunti al limite occorrerà uscire e dirigersi velocemente in una strada poco affollata. Così l’ubriaco eviterà la sanzione. Chiaramente doteremo la polizia urbana di alcol test.

Ultima considerazione riguarda le esalazioni.
Vista la polemica con la Provincia riguardo le «puzze», attendiamo di sapere i limiti di legge di tali esalazioni, e di sapere se il naso elettronico sarà utilizzato anche nelle strade del centro storico.

Paolo Vergnano
MoVimento 5 Stelle Rovereto

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