Casa di Riposo: Rafforzare le comunicazioni telematiche tra ospiti e familiari


L’8 agosto scorso, con una lettera pubblica indirizzata alle istituzioni provinciali il mondo delle RSA trentine ha lanciato un appello per condividere con la politica e con l’intera cittadinanza la drammatica situazione in cui versano gli ospiti nelle case di riposo a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19. Si tratta con tutta evidenza di una situazione che fa soffrire e incide negativamente sul benessere degli ospiti, i loro familiari, i volontari e gli operatori sanitari e socioassistenziali che lavorano in quel contesto.


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L’appello è un’accorata richiesta di attenzione che si aggiunge alle tante segnalazioni e richieste d’aiuto avanzate nei mesi scorsi da parte di familiari e del personale che opera a stretto contatto con gli anziani ospiti delle strutture localizzate sul territorio provinciale.
I contenuti della lettera sono totalmente condivisibili e hanno inoltre il pregio di creare una maggiore consapevolezza su un problema che tocca decine di migliaia di persone, dentro e fuori dalle case di riposo.
Sin dai primi giorni dell’emergenza sanitaria il Movimento 5 Stelle ha proposto e sostenuto la necessità che si svolgesse un confronto costante tra le parti politiche e le parti sociali. Se a inizio marzo avevamo chiesto la convocazione della Quarta commissione in via permanente (estratto resoconti verbali a piè di pagina), il 19 giugno – con l’interrogazione 1613/XVI “Predisposizione di un piano sanitario con il coordinamento di più componenti” – abbiamo proposto un’audizione con i rappresentanti delle professioni sanitarie per definire i punti cardine di una programmazione sanitaria che tenesse conto di tutte le esigenze.
Purtroppo le nostre richieste non sono state finora tenute in grande considerazione.
La nostra posizione rimane però la stessa. Va accolto l’appello dei comitati dei familiari delle RSA del Trentino – Gruppo RSA Unite e di conseguenza stabilito un canale di comunicazione costante tra tutti i soggetti che hanno un interesse nell’ambito specifico per rivedere i protocolli che regolano la vita all’interno delle strutture e i rapporti tra l’interno e l’esterno.
Segnaliamo infine che in merito all’aspetto specifico relativo all’interazione tra ospiti e famigliari alcuni mesi fa abbiamo presentato un’interrogazione che sollecita chi di dovere a ottimizzare i benefici derivanti dall’applicazione “CollegaMenti” favorendone l’utilizzo diffuso all’interno di tutte le RSA al fine di colmare le limitatissime possibilità di incontro tra ospiti e famigliari. Il quesito è ancora senza risposta ma contiamo e speriamo che le strutture competenti della Provincia e delle case di riposo ci siano lavorando.


Segue il testo integrale dell’interrogazione 1646/XVI depositata 29 giugno 2020 “Utilizzo software “CollegaMenti” da parte delle RSA”:

Come è noto, nel periodo di emergenza per Covid19, i soggetti più deboli e fragili residenti nelle case di riposo hanno subito le conseguenze più pesanti in termini sociali, economici e di riduzione del benessere psicofisico. Per tre lunghi mesi, e di fatto anche nelle settimane seguite all’allentamento delle restrizioni anti Covid, gli ospiti delle case di riposo trentine sono rimasti in lockdown totale con grosse difficoltà di comunicazione con familiari e parenti, i quali hanno avuto enormi difficoltà anche solo per essere messi a conoscenza delle condizioni di salute e di vita dei loro cari;
sono stati fatti grossi sforzi da parte del personale delle case di riposo per sopperire alle limitazioni dettate dall’emergenza coronavirus, eppure qualcosa in più si sarebbe potuto fare,quantomeno da parte dell’amministrazione delle residenze per anziani e dell’amministrazione provinciale;
in seguito all’adozione da parte della Giunta Provinciale della deliberazione n° 940 del 16-6-2017 avente ad oggetto “Legge provinciale 13 dicembre 1999, n. 6 e ss.mm., articolo 5 – aiuti per la promozione della ricerca e sviluppo e articoli 12 e 14 bis – procedura negoziale. Approvazione dell’accordo negoziale con la società CBA INFORMATICA S.r.l., con sede legale in Rovereto”, in relazione a una domanda di contributo per la realizzazione di un progetto di ricerca applicata, è stato avviato grazie a un cospicuo finanziamento provinciale un importante progetto di digitalizzazione rivolto alle case di riposo trentine (su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=JMeGm8xASC8&feature=youtu.be;
in data 31 luglio 2015 la società CBA INFORMATICA S.r.l., con sede legale a Rovereto (TN), codice fiscale 01854700224, aveva presentato all’Agenzia Provinciale per l’Incentivazione delle Attività economiche (APIAE), domanda di agevolazione ai sensi della legge provinciale n. 6/99 e ss.mm., articolo 5, per un progetto di ricerca applicata, dal titolo “CollegaMENTI per Silver Age” sviluppo di un nuovo strumento di comunicazione, App mobile, per permettere e facilitare la relazione tra anziani in RSA, famigliari e lo staff assistenziale, per una spesa ammessa a contributo pari ad euro 3.269.649,00. Dell’avvio di detto progetto è stata data ampia notizia e risalto sui media (Accordo Provincia-CBA: l’azienda investe oltre 3 milioni di euro in un nuovo progetto di ricerca. 20 nuovi posti di lavoro, 1,6 milioni di indotto Ufficio stampa della Provincia, comunicato n.1545 del 6 giugno 2017);
l’obiettivo dell’accordo negoziale promosso dalla PAT era con tutta evidenza quello di addivenire al lancio e alla messa in funzione del progetto CollegaMENTI. Il progetto di ricerca, sviluppo e test di CollegaMENTI ha coinvolto diverse realtà socioeconomiche parapubbliche trentine oltre la ditta CBA: Università degli Studi di Trento e almeno 6 strutture RSA Trentine. Il Progetto si può definire come l’’informatica a servizio di reti positive tra pazienti delle RSA, operatori e famiglie. Tra le RSA che hanno partecipato al progetto pilota del software rientra, tra le altre anche la RSA di Pergine Valsugana ();
la società CBA che già gestisce il software gestionali della maggioranza delle RSA della Provincia autonoma di Trento (suite SIPCAR) ha sviluppato, grazie al finanziamento suddetto, un’applicazione chiamata “CollegaMenti” per permettere alla famiglia di un ospite in RSA di restare in contatto con il proprio caro e di ricevere informazioni aggiornate. Dalla consultazione dei documenti descrittivi del prodotto/servizio CollegaMenti, si evince che le componenti principali del software sono le seguenti:

  • Parla Con Noi
  • Ricordi Quando
  • Cartella Socio Sanitaria

molti famigliari degli ospiti delle RSA, dopo essere venuti a conoscenza che in periodo di emergenza la applicazione/APP era stata resa gratuita e risultava pronta all’uso (https://cba.it/app-parla-con-noi/, http://www.collega-menti.it/, https://cba.it/covid/), avrebbero voluto utilizzarla, ma purtroppo a quanto risulta ciò non è stato possibile, salvo rare eccezioni;
nel periodo dell’emergenza pandemica, alla già nota carenza di personale nelle RSA Trentine si sono sommate mancanza di trasparenza, criticità gestionali e l’impossibilità di utilizzare la predetta applicazione. Non ci si spiega come mai l’applicazione di comunicazione con gli ospiti delle Rsa non sia stata adottata ufficialmente e adeguatamente pubblicizzata per l’utilizzo sui siti delle RSA e di UPIPA in questo periodo di EMERGENZA COVID. Avrebbe potuto permettere o comunque facilitare lo scambio di informazioni e il contatto tra ospiti, RSA e familiari;
riassumendo quanto fin qui esposto:

  • il software CollegaMenti è stato finanziato dalla PAT ed è stato sviluppato da una azienda Trentina assieme a istituzioni Trentine (Università, Case di riposo, ecc) e viene utilizzato in varie RSA in tutta Italia. Le stesse RSA trentine sono state coinvolte attivamente nello sviluppo e test del software CollegaMenti;
  • il software applicativo CollegaMenti è stato offerto gratuitamente dall’azienda che lo produce (CBA) in tutta Italia durante l’emergenza Covid19;
  • durante l’emergenza Covid in Trentino si sono verificate serie difficoltà nell’utilizzo del software CollegaMenti. Ad esempio la RSA di Pergine Valsugana possiede il software per la gestione delle cartelle cliniche degli ospiti che si interfaccia con l’altro modulo, già installato, per la comunicazione (bidirezionale) via Web/App ai famigliari, in modo da tenerli informati e aggiornati sulla salute dei loro cari. La RSA non ha però attivato questa funzione di intercomunicazione con i famigliari anche se una volta configurata non avrebbe generato un carico di lavoro aggiuntivo al personale della RSA, anzi lo avrebbe sottratto dall’incombenza di dover rispondere alle continue richieste dei familiari riguardo allo stato di salute dei loro cari in RSA;
  • a quanto risulta la maggioranza delle RSA Trentine non utilizzerebbe il software delle cartelle cliniche degli ospiti interfacciabile con il modulo CollegaMenti e anzi, sembrerebbe che in Trentino solo le RSA di Malè e Nomi abbiano attivato il software CollegaMenti;
  • va evidenziato anche come la maggioranza delle RSA Trentine avrebbe il software installato ma queste non lo starebbero utilizzando verso i familiari. Un caso accertato in tal senso risulta proprio riguardo alla RSA di Pergine che faceva parte anche del progetto pilota;
  • qualora le cose stessero come segnalato si evidenzierebbe l’incomprensibile e paradossale situazione in cui un prodotto frutto di un progetto di ricerca lodevole condotto da un’impresa trentina e finanziato con le risorse pubbliche non avrebbe avuto ancora avuto l’impatto in termini di benessere e miglioramento degli standard di servizio delle RSA che ci si prefiggeva di ottenere e che giustificava a maggior ragione lo stanziamento a valere sulla legge 6/1999;

durante l’emergenza pandemica causata dal Covid19 il pensiero di molte famiglie è andato ai loro familiari chiusi nelle case di riposo, soggetti fragili esposti più di tutti gli altri al rischio rappresentato dal virus. Inibire l’accesso alle case di riposo è stato un atto dovuto e necessario per garantire la miglior protezione possibile a queste persone e anzi, i passi intrapresi in questo senso sono in alcuni casi risultati tardivi producendo decessi che con ogni probabilità sarebbero risultati altrimenti evitabili. In ragione di tale situazione garantire alle famiglie la possibilità di rimanere in contatto per via telematica con i congiunti e i conoscenti chiusi nelle case di riposo sarebbe stato con tutta evidenza un atto di civiltà necessario. Il fatto che in Trentino, pur avendone tutti i mezzi, esso si sia realizzato solo in minima parte risulta pertanto sorprendente e al tempo stesso incomprensibile;

tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Giunta provinciale per sapere

  1. se corrisponda al vero che e in tal caso per quali motivazioni, nonostante la sua gratuità, l’applicativo CollegaMenti non sia stato utilizzato dalla gran parte RSA trentine, nè prima nè durante l’emergenza Covid, al fine di facilitare il contatto e l’interazione tra ospiti, personale e familiari in tal modo facendo fronte almeno in parte all’impossibilità di procedere con visite che implicassero la compresenza fisica degli ospiti e dei loro congiunti;
  2. se intenda promuovere l’utilizzo diffuso dell’applicativo CollegaMenti, anche tramite iniziative di comunicazione istituzionale sui siti delle RSA trentine e di UPIPA;
  3. se non ritenga di soddisfare i bisogni relazionali dei soggetti più fragili e dei loro familiari adottando provvedimenti per rendere l’accesso all’applicativo CollegaMenti gratuito anche per il periodo post-emergenza Covid-19