Continua lo smantellamento della sanità trentina: rimangono i privilegi, si tagliano i servizi

Continua lo smantellamento della sanità trentina: rimangono i privilegi, si tagliano i servizi

Comunicato Stampa inviato ai principali quotidiani locali ed ignorato da:
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«Continua la strategia di smantellamento del sistema sanitario trentino. A partire dai tempi dell’assessore Rossi per passare poi a Borgonovo Re e Zeni si resta nel solco della continuità con scelte mirate al progressivo e costante depotenziamento degli ospedali di valle. Si tratta come è evidente di decisioni squisitamente politiche, assunte da tempo, orientate al mantenimento del potere sulle strutture e al soddisfacimento degli interessi di questo o quel potentato, con l’aggravante di agire senza aver mai svelato in campagna elettorale quale fosse la linea che si intendeva percorrere. Alla luce delle ultime novità risultano in tutta la loro inconsistenza le motivazioni con le quali il presidente ha defenestrato l’assessore Borgonovo Re che, affetto da conclamata parreṡìa, stava svelando ai trentini trame e giochi di potere».

«Il sistema sanitario trentino è uno dei più costosi d’Italia. L’APSS (secondo i dati  della Federazione Asl italiane) ha a disposizione 2.107,77 euro per ogni assistito contro una media italiana di 1.444,52 euro. Considerato che la qualità non appare diversa da quella offerta da chi spende molto meno (Lombardia e Veneto destinano rispettivamente 1.252,32 e 1.614,26 euro per assistito) l’unica giustificazione potrebbe trovarsi nelle oggettive difficoltà legate al mantenimento dei presidi sul territorio che, oltre a rispondere alle necessità dei residenti, svolgono un’importante funzione nei confronti di chi sceglie il Trentino come meta di vacanza. Alla luce delle scelte odierne i costi della sanità trentina sono ancora meno comprensibili. Preme sottolineare come ciò che sta avvenendo non sia affatto frutto del caso o di forze esterne incontrollabili, quanto piuttosto di scelte calcolate, messe in atto con spregiudicatezza. Nulla si fa per incidere su privilegi e sprechi. Piuttosto si punta ad asfissiare la sanità nelle valli, i cui cittadini evidentemente sono considerati figli di un dio minore. Qual è la madre che porterà il figlio a nascere in un ospedale a mezzo servizio? Naturalmente si rivolgerà dove si sente più sicura. Questo causerà un ulteriore calo delle nascite negli ospedali periferici, e lo stesso avverrà per gli altri servizi depotenziati. A quel punto sarà facile mostrare i numeri e decidere di chiudere reparti quando non interi ospedali. La verità è che tenere aperti gli ospedali di valle si può e si deve, ma per farlo servono investimenti non tagli, mentre l’ idea di chi ci governa è di arrivare alle chiusure senza assumersene la responsabilità, nel frattempo raccontando con la consueta leggerezza che tutto va benissimo ed evitando accuratamente di portare il dibattito nell’aula del Consiglio Provinciale, per timore che il gioco venga al fine reso palese a tutti»

Cons. prov. Filippo Degasperi
Gruppo consiliare MoVimento 5 Stelle

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