Il DDL del M5s per la sorveglianza epidemiologica nelle aziende agricole

Il DDL del M5s per la sorveglianza epidemiologica nelle aziende agricole


Giovedì 20 aprile si sono svolte le audizioni nella Quarta Commissione del Consiglio provinciale riguardanti i due disegni di legge, proposti dal portavoce del M5s Filippo Degasperi e dall’assessore alla salute Luca Zeni, per costituire una rete dedicata alla sorveglianza epidemiologica veterinaria. Sono emerse valutazioni favorevoli alla libera scelta del veterinario da parte delle aziende prevista dal testo di Degasperi, per cui l’assessore Zeni si è impegnato ad incontrare il consigliere.

L’Azienda provinciale servizi sanitari (Apss), intervenuta con Franco Fasoli, coordinatore dell’Unità operativa del settore, ha evidenziato come il disegno di legge proposto dall’assessore preveda che ogni azienda agricola scelga un veterinario all’interno di un elenco definito dall’Apss e che questo professionista sia obbligato ad avere una valenza pubblica collaborando anche con l’autorità sanitaria per garantire la sicurezza degli alimenti e la salute degli animali. Fornendo all’Apss dati aggiornati sulla salute degli animali il veterinario convenzionato giustificherebbe l’indennità di 1.860 euro al mese percepita a fronte delle visite documentate alle aziende agricole. Mentre la legge proposta dall’assessore ha di positivo la novità dell’obbligo per le aziende agricole di dotarsi di questo consulente per l’assistenza zooiatrica, per il cui il veterinario entrerebbe a far parte della rete di epidemiosorveglianza evitando che si possano verificare “buchi” nel sistema, il punto di debolezza del ddl della Giunta sta per Fasoli nell’elenco chiuso di veterinari aziendali, che ridurrebbe la libertà di scelta dei professionisti dotati dei requisiti da parte delle aziende. Proprio questa libertà di scelta lasciata agli allevatori è secondo Fasoli il pregio del ddl di Degasperi che ha però il difetto di rendere facoltativa l’individuazione del veterinario da parte dell’azienda agricola, con il rischio di non garantire in tal modo la necessaria sorveglianza epidemiologica. Senonché gli allevatori non possono esimersi dall’avere questa consulenza veterinaria. Altra differenza tra i due ddl: mentre quello dell’assessore prevede che al veterinario aziendale si possano attribuire anche attività oggi svolte dall’Apss, nel testo di Degasperi si esclude questa evenienza.

Per l’Ordine dei medici veterinari, il presidente Alberto Aloisi e il consigliere rappresentante dei veterinari convenzionati nell’Ordine, Giovanni Bernardini, si sono sbilanciati a favore del ddl di Degasperi, perché lascia agli allevatori la libera scelta del veterinario. Fondamentale per l’Ordine è garantire la reperibilità dei veterinari. Se infatti vi è anche solo il sospetto di una malattia infettiva, il veterinario aziendale deve denunciare il rischio. “Abbiamo comunque già un modello che funziona – ha ricordato Aloisi – per cui oggi con questa legge occorre garantire due cose: la reperibilità del consulente aziendale e il conferimento di maggiori responsabilità al veterinario scelto perché possa esercitare un’efficace prevenzione delle possibili epidemie tra gli animali. La legge dovrebbe cioè codificare la reperibilità e affidare più compiti ai veterinari già presenti sul territorio. Bernardini ha aggiunto che la territorialità e la presenza costante dei veterinari convenzionati sono elementi fondamentali per le aziende del Trentino.

L’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, intervenuto con il direttore della sezione di Trento Giovanni Farina, veterinario, ha sottolineato l’importanza di creare una rete che garantisca l’epidemiosorveglianza prima che esplodano le malattie. In tal modo si favorisce un impatto positivo anche sull’economia della regione, come dimostrano le esperienze del Veneto e del Friuli Venezia Giulia.

Per la Confederazione italiana agricoltori (Cia), Massimo Tomasi ha apprezzato la proposta della rete di sorveglianza epidemiologica perché gli allevatori possano disporre di una figura competente da cui essere assistiti nella loro attività. La Cia si è espressa a favore della libertà di scelta del veterinario, “perché tra l’allevatore e il professionista si instauri un rapporto di fiducia”. Inoltre per la Cia il servizio deve coprire l’intero arco della giornata e va offerto a tutti gli allevatori, compresi i più piccoli, alle stesse condizioni. Giusto anche prevedere che l’Apss deleghi ai consulenti alcune attività.

Il presidente della Commissione Detomas ha invitato l’assessore Zeni a tener conto dei possibili punti di convergenza emersi tra i due ddl. Zeni ha rinnovato la disponibilità a ricercare un accordo alla luce degli elementi emersi dalle audizioni.

Cons. prov. Filippo Degasperi
Gruppo consiliare MoVimento 5 Stelle

Related Articles