Dopo le chiacchiere, le esternazioni e i subemendamenti, ora i trentini hanno diritto di sapere se il Governo vuole smantellare la nostra Autonomia

Dopo le chiacchiere, le esternazioni e i subemendamenti, ora i trentini hanno diritto di sapere se il Governo vuole smantellare la nostra Autonomia

Durante la seduta odierna del Consiglio provinciale, il presidente Rossi ha illustrato la sua comunicazione sulle modifiche alla legge di stabilità per recepire l’accordo di garanzia sottoscritto a Roma il 15 ottobre, spiegando che il 12 dicembre scorso il Governo ha presentato un emendamento per recepire l’accordo siglato tra lo Stato, le Regioni e le Province. Ha segnalato, però, che per modificare e integrare questo testo stamane è stato prodotto un subemendamento all’emendamento del governo di cui ha evidenziato i contenuti. Le opposizioni hanno criticato aspramente l’atteggiamento sia del Governo, che spesso ha dichiarato di voler abolire le autonomie speciali tramite alcuni suoi alti esponenti, sia di membri della Giunta provinciale e dei parlamentari trentini a Roma che credono di poter contrattare alla pari con Renzi, sperticandosi in entusiastici annunci ai cittadini trentini, poi puntualmente smentiti, come accaduto oggi, dalle parole di Rossi nell’aula del Consiglio.

Degasperi ha esposto i dubbi, le perplessità e le preoccupazioni del M5S riguardo a questa continua trattativa che dura e punta al ribasso ormai da molti mesi. Dopo le chiacchiere che si leggono sulla stampa e le promesse campate in aria dei parlamentari nostrani della maggioranza, i trentini hanno diritto di sapere se, alla luce dell’ennesimo subemendamento per far rispettare i patti, il Governo vuole smantellare la loro Autonomia. Infine la stessa richiesta è diretta anche alla Commissione Europea, guidata dal Presidente Juncker, famoso per aver avvantaggiato le grandi multinazionali in Lussemburgo grazie a forti favori fiscali con relativi pesanti danni agli erari dei singoli stati europei, Italia compresa, e che ha ancora la faccia di bronzo di chiedere sacrifici ai cittadini italiani nonostante le presunte riforme ritenute insufficienti dalla Commissione.

 

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