Interrogazione scritta: Chiarimenti rispetto ai maggiori gettiti dei tributi erariali derivanti «voluntary disclosure»

Interrogazione scritta: Chiarimenti rispetto ai maggiori gettiti dei tributi erariali derivanti «voluntary disclosure»

CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle

Trento, 20 gennaio 2016

Egregio Signor

Bruno Dorigatti

Presidente del Consiglio Provinciale

SEDE

Interrogazione a risposta scritta n.

L’Agenzia delle Entrate della Provincia Autonoma di Trento, in data 10 dicembre 2015, ha comunicato a mezzo stampa i valori relativi al maggior gettito derivanti dalla cosiddetta voluntary disclosure, legge 15 dicembre 2014 n. 186: “Disposizioni in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all’estero nonche’ per il potenziamento della lotta all’evasione fiscale. Disposizioni in materia di autoriciclaggio”.
A livello nazionale, attraverso 129.565 istanze trasmesse, sarebbe stata richiesta la regolarizzazione di 59 miliardi e 500 milioni di euro di attività, la quale, applicando aliquote medie prudenziali e al netto degli interessi, determinerebbe con un gettito stimato di circa 3,8 miliardi di euro nelle casse dello Stato.
Per quanto riguarda i contribuenti della Provincia Autonoma di Trento le istanze presentate sono 797, equivalenti allo 0,62% del totale nazionale, ed avrebbero fatto emergere attività estere pari a euro 308.783.260,00 di cui euro 46.460.428,00 rientrate in Italia. Le maggiori entrate fiscali stimate corrisponderebbero a circa 19,5 milioni di euro
Come ribadito dalla nota stampa dell’Agenzia delle Entrate, la volontury disclosure, a differenza di quanto previsto da misure di emersione adottate nel passato, prevede che il contribuente versi integralmente le imposte e gli interessi, con la riduzione delle sole sanzioni. Non si tratta quindi di nuove entrate bensì di provvedimenti derivanti dal potenziamento della lotta all’evasione fiscale per assicurare imposte dovute.
In attuazione delle disposizioni della citata legge 186/2014 i versamenti affluiranno ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato.

Il decreto legge 30 settembre 2015, n. 153, come puntualizzato dal comunicato stampa del Governo n. 84/2015, ha neutralizzato l’aumento dell’accisa sui carburanti che sarebbe dovuta scattare dal 30 settembre 2015 come clausola di salvaguardia fiscale per la mancata autorizzazione da parte della Commissione europea al meccanismo del Reverse Charge per l’Iva nel settore della grande distribuzione. Attraverso tale provvedimento, l’aumento dell’accisa sui carburanti è stato ridotto da complessivi 1.716 milioni di euro a 728 mln e rinviato di un anno (al 2016). A compensazione dei relativi effetti finanziari si è provveduto, per l’anno 2015, mediante quota parte delle maggiori entrate dalla voluntary disclosure per la regolarizzazione dei capitali detenuti all’estero, attestate e acquisite dall’Agenzia delle Entrate nel medesimo anno. Considerato l’utilizzo di 988 mln di euro per la compensazione dell’aumento dell’accisa resterebbero ancora da destinare all’incirca 2.800 mln derivati dalle maggiori entrate della voluntary disclosure.
Con la sentenza 246/2015 la Corte Costituzionale, in riferimento al ricorso presentato dalla Regione Sicilia in ordine alla legge 27 dicembre 2013, n. 147 e da analoghi ricorsi presentati dalle provincie autonome di Trento e di Bolzano (poi ritirati), ha affermato che le risorse che derivano dalla lotta all’evasione fiscale non costituiscono nuove entrate e dunque lo Stato non ha alcun titolo per incamerare il relativo gettito destinato alle regioni speciali ricorrenti. Con tale sentenza sono state riconosciute le doglianze dei ricorrenti secondo i quali la legge di stabilità 2014 avrebbe introdotto riserve allo Stato dei maggiori gettiti di tributi erariali, in mancanza dei requisiti richiesti dalla normativa d’attuazione ai fini della legittimità della riserva.
Nella medesima sentenza 246/2015 è scritto che la legittimità di riserva può sussistere, in base alla giurisprudenza costituzionale, solo al verificarsi di tre condizioni concomitanti:

a) la natura tributaria dell’entrata;
b) la novità di tale entrata;
c) la destinazione del gettito «con apposite leggi alla copertura di oneri diretti a soddisfare particolari finalità contingenti o continuative dello Stato specificate nelle leggi medesime» (ex plurimis, sentenza n. 241 del 2012).

Tali condizioni sembrerebbero non essersi verificate nel caso della legge 186/2014 sulla voluntary disclosure.

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere

1. quali iniziative intenda assumere la Provincia per assicurarsi, in conformità e nel rispetto dello Statuto, i maggiori gettiti dei tributi erariali derivanti dalla cosiddetta voluntary disclosure in sintonia con quanto sancito dalla sopra citata giurisprudenza della Corte costituzionale.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Cons. prov. Filippo Degasperi

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