Tante incognite sull’impianto a Biogas di Villa Agnedo

Tante incognite sull’impianto a Biogas di Villa Agnedo


Comunicato Stampa inviato ai principali quotidiani locali ed ignorato da:
quotidiano corriere del trentino barrato quotidiano trentino barrato

 

«La realizzazione a Villa Agnedo di un impianto di produzione e cogenerazione a biogas desta perplessità e preoccupazione.

A colpire negativamente è soprattutto la mancanza di uno studio di sostenibilità sull’impianto stesso, in un primo momento promesso dalla Comunità della Valsugana e Tesino ma poi mai commissionato. Risulta infatti che la struttura dovrebbe funzionare esclusivamente tramite l’utilizzo di deiezioni animali, ma temiamo che ciò non basterà a garantire la sostenibilità della struttura. Non vorremmo che una volta realizzato l’impianto ci si rendesse improvvisamente conto che non sta in piedi e quindi si procedesse permettendo di alimentarlo anche con biomasse. È infatti accaduto spesso che si sia partiti con un progetto di un certo tipo, superando le resistenze di legge, per poi cambiare in corsa una volta raggiunta una fase troppo avanzata per essere fermati. Alla luce di ciò, l’assenza di uno studio preliminare di sostenibilità appare quanto mai inopportuna. Se si ricorresse in un secondo momento alle biomasse ci sarebbe da chiedersi dove prenderle, visto e considerato che con la quantità di impianti a biomassa realizzati o in via di realizzazione in Trentino a breve correremo il rischio di dover coltivare per alimentare gli impianti proprio come avviene in pianura padana, con tutte le conseguenze del caso.

Non solo. Gli impianti a biogas presentano comunque delle problematiche, una su tutte la questione del conferimento del materiale di risulta della combustione. Nel caso di Villa Agnedo ci domandiamo se esso verrà trattato come rifiuto speciale o sparso sui campi come fertilizzante. Se fosse buona la seconda ipotesi ci sarebbe tutta una ulteriore serie di questioni da verificare, dal rischio di infezione botulinica ai possibili danni alle produzioni locali. Ricordiamo ad esempio che il consorzio del Parmigiano Reggiano per tutelare la qualità del proprio prodotto ha ottenuto di tenere lontani questi impianti dal proprio territorio e senza andare troppo lontani il disciplinare del Trentingrana ricalca quello del Parmigiano Reggiano.

Come si vede quindi le questioni sono molte e richiedono approfondimenti che speriamo di ottenere con l’interrogazione da noi presentata il 13 novembre».

Cons. prov. Filippo Degasperi
Gruppo consiliare MoVimento 5 Stelle

 

 

 

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