Interrogazione scritta: Chiarimenti sul deposito dei rifiuti rinvenuti nel Comune di Storo

Interrogazione scritta: Chiarimenti sul deposito dei rifiuti rinvenuti nel Comune di Storo

CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle

Trento, 19 gennaio 2016

Egregio Signor

Bruno Dorigatti

Presidente del Consiglio Provinciale

SEDE

Interrogazione a risposta scritta n.

Premesso che
in data 23 maggio 2011 (prot. n. 308071) il Servizio Bacini montani indirizza una nota alla Società Mineraria Baritina Spa in cui si conferma l’avvio della progettazione di un intervento finalizzato al recupero dell’area compresa tra l’attuale alveo del fiume Chiese e la strada statale 237 del Caffaro a monte dell’abitato di Darzo. Tale intervento persegue due obiettivi: il primo di natura idraulica per garantire la lamininazione delle piene del fiume Chiese mentre il secondo di natura ambientale per recuperare l’area degradata che coincide con un’antica ansa del fiume Chiese;
nella nota emerge come l’area sia interessata da processi di deposizione di materiale di scarto derivante dall’attività estrattiva su un orizzonte temporale estremamente prolungato, nonché da materiale genericamente classificabile come rifiuti in quanto in stato di abbandono quali fusti, manufatti in calcestruzzo, laterizi, pneumatici, non sempre riferibili direttamente all’attività produttiva, sparsi in maniera disorganica;
in data 26 luglio 2011 (prot. n. 446745) il Servizio Bacini montani inoltra all’Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente una nota di richiesta analisi di campioni nell’ambito del progetto per il recupero idraulico ed ambientale dell’area di proprietà della Società Mineraria Baritina in destra Chiese a monte dell’abitato di Darzo – C.C. Storo e C.C. Darzo;
i prelievi dei campioni si effettuano in data 4 agosto 2011 in contraddittorio con la Società Mineraria Baritina. I rapporti di prova delle analisi iniziate in data 17 agosto 2011 e terminate l’11 ottobre 2011 attesterebbero un pH nei test di cessione anche di 9,7, valore eccessivo per un terreno e compatibile con rifiuto da smaltire in discarica. In alcuni rapporti si evidenzierebbero altresì concentrazioni di antimonio, arsenico, piombo, mercurio e rame superiori alla soglia di contaminazione nel suolo e nel sottosuolo riferita alla destinazione d’uso per siti ad uso di verde pubblico, privato e residenziale e/o siti ad uso commerciale e industriale;
non risulterebbe che siano stati effettuati prelievi per analizzare le acque superficiali che scorrono nell’area in oggetto e si immettono direttamente nel fiume Chiese. Non risulterebbero nemmeno prelievi per analizzare le acque sotterranee per verificare la concentrazione della soglia di contaminazione;

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere

1. se la Giunta sia stata informata dell’eventuale rimozione dei rifiuti individuati in superficie menzionati nella corrispondenza tra uffici provinciali e Società Mineraria Baritina e, in caso di risposta affermativa, se sia a conoscenza delle modalità di smaltimento degli stessi;
2. se i campioni prelevati il 4 agosto 2011 fossero cumoli di terreno e perché sia stato effettuato un test di cessione, prova da effettuarsi per la classificazione dei rifiuti;
3. se sia stato effettuato un piano di caratterizzazione in profondità per verificare eventuali stratificazioni verticali di concentrazione di materiale contaminato e, in caso di risposta positiva, quali siano stati gli esiti. In caso di risposta negativa, se la Giunta intenda disporlo;
4. se la Giunta, nel periodo del disgelo, ritenga opportuno disporre dei prelievi e delle analisi delle acque di superficie e delle acque sotterranee per verificare la concentrazione della soglia di contaminazione.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Cons. prov. Filippo Degasperi

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