Interrogazione scritta: Chiarimenti sull’accatastamento dei confini della Marmolada

Interrogazione scritta: Chiarimenti sull’accatastamento dei confini della Marmolada

CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

Gruppo consiliare MoVimento 5 Stelle

Trento, 2 ottobre 2015

Egregio Signor

Bruno Dorigatti

Presidente del Consiglio Provinciale

SEDE

Interrogazione a risposta scritta n.

Nei giorni scorsi la questione della Marmolada è tornata alla ribalta a causa della discussione sul piano per il miglioramento degli impianti sciistici.
Premesso che la protezione del ghiacciaio sembra essere fuori discussione (si ricordino le direttive europee molto rigide che vietano qualsiasi attività sui ghiacciai e a maggior ragione su quelli tutelati col riconoscimento del Patrimonio dell’Umanità Unesco), è fondamentale che nel progetto della Provincia si utilizzino le mappe corrette con i confini dettati dal Consiglio di Stato al fine di evitare qualsiasi potenziale controversia con la regione Veneto.
Ciò potrebbe sembrare scontato ma non lo è se si considera il passato. Infatti con la sentenza n. 1361/98 il Consiglio di Stato ha posto fine all’annosa questione dei confini della Marmolada tra Trentino e Veneto contestati con il ricorso al Presidente della Repubblica promosso dal Comune di Canazei avverso a quello di Rocca Pietore (BL), in particolare per il tratto Punta Penia-Passo Fedaia. Il D.P.R del 29 maggio 1982 è stato confermato dal Consiglio di Stato, accertando che il confine tra i Comuni di Canazei e di Rocca Pietore dovesse intendersi coincidente con la linea di displuvio della catena principale della Marmolada, ovvero con la linea delle sue creste o cime, in aderenza alle conclusioni del 4 ottobre 1911 dell’apposita commissione internazionale italo-austriaca incaricata della migliore demarcazione del confine tra l’Italia e l’Austria-Ungheria e per effetto del Trattato di Vienna del 3 ottobre 1866 e relativo atto di confinazione del 22 dicembre 1867. Affermando che ogni altra precedente documentazione deve ritenersi inidonea ai fini di causa, sia il Consiglio di Stato sia il giudice del TAR, al quale si erano rivolti soccombendo il Comune di Rocca Pietore e la regione Veneto, avevano ordinato che la decisione fosse eseguita dall’Autorità amministrativa (le province e comuni coinvolti) impegnando il Commissariato del Governo di Trento e la Prefettura di Belluno ad assicurare il coordinamento di tutte le attività necessarie.
Nonostante l’ordine ad eseguire il giudizio e il relativo accatastamento, il Libro Fondiario e Catasto ha scritto il 27 giugno 2000 a tutti gli enti interessati (Commissario del Governo, PAT, Comune di Canazei e di Belluno) lamentandone una pretestuosa inerzia che blocca un iter ormai chiaro e semplice, basato sulle risultanze cartografiche delle mappe catastali ex austriache del Comune di Canazei che risultano essere in perfetta coerenza con la sentenza del Consiglio di Stato. Proprio quest’ultima viene paradossalmente messa in discussione dalla PAT, nonostante fosse ad essa favorevole, con la presentazione del ricorso n.51 del 31 ottobre 2000 innanzi la Corte Costituzionale per conflitto di attribuzione con particolare riferimento ai decreti del Presidente della Repubblica, anch’essi favorevoli al Trentino. La pervicacia autolesionista della PAT, convinta di dover soccombere nei confronti della regione Veneto e rinunciare ai confini storici della Marmolada, viene definitivamente sconfitta dalla decisione della Corte Costituzionale n. 9 del 9 maggio 2002. Rigettato il ricorso della PAT per il sollevato conflitto di attribuzione nei confronti dello Stato, la Suprema Corte conferma ancora una volta il giudizio del Consiglio di Stato n. 1361/98 riconoscendo in modo inappellabile i confini storici del Trentino sulla Marmolada.
A questo punto, non potendo più adire nuovi ricorsi e costretti a prendere atto delle decisioni confermate ai vari livelli, i governatori del Trentino e del Veneto, Dellai e Galan, tentano di correre ai ripari e il 13 maggio 2002 firmano il protocollo d’Intesa che dovrebbe sancire la conclusione della questione dei confini tramite il coordinamento per ottenere il loro accatastamento definitivo, visto che il loro riconoscimento è ormai sancito persino a livello costituzionale, coinvolgendo i Comuni di Canazei e di Rocca Pietore. In realtà l’unico risultato è stata l’intesa per lo sfruttamento, anche disgiuntamente, dell’immagine della Marmolada a scopo di marketing. Infatti, come rivela una nota del 5 novembre 2002 dell’agenzia del Territorio inviata da Roma, la variazione circoscrizionale tra i due Comuni è ancora ferma così come si protrae l’inerzia di Trentino e Veneto in completa inosservanza degli obblighi nati dalle pronunce del TAR e del Consiglio di Stato. Queste ultime e la sentenza della Corte Costituzionale, pur rimanendo valide ed attuali nel giudizio sul riconoscimento dei confini a favore del Trentino, sono rimaste disattese per un periodo superiore a 10 anni dagli enti che dovevano adempiere. Come conferma il parere legale reso ad Autonomia Ladina Dolomites, i diritti sottesi alle sentenze emesse in materia di diritti reali (i confini) s’intendono prescritti se non vengono esercitati e/o intavolati nel termine decennale. Quindi a distanza di oltre 10 anni, a causa della negligenza di chi aveva l’obbligo di agire, ci si ritrova senza dei confini tracciati, anche se riconosciuti di diritto, rappresentando una grave lacuna nelle mappe alla base di qualunque progetto che voglia coinvolgere la Marmolada.

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere,

1. i motivi della negligenza della PAT e del Comune di Canazei nell’accatastamento dei confini nonostante gli obblighi a proprio carico derivanti dalle sentenze e dal protocollo d’intesa del 2002;
2. come s’intende procedere ora nei confronti di obblighi e quando si procederà con la tracciatura e l’accatastamento dei confini;
3. quali sono state le azioni della Provincia e del Comune di Canazei per regolarizzare (o sanzionare) immobili, impianti, esercizi e attività afferenti al Comune di Rocca Pietore realizzate in territorio trentino secondo i confini riconosciuti dallo Stato;
4. se e come la PAT intenda coinvolgere la popolazione ladina nelle recenti questioni e progetti che riguardano la Marmolada.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Cons. prov. Filippo Degasperi
Gruppo consiliare MoVimento 5 Stelle

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