Interrogazione scritta: Chiarimenti sull’appalto del servizio di primo soccorso ortopedico a Madonna di Campiglio e Pozza di Fassa

Interrogazione scritta: Chiarimenti sull’appalto del servizio di primo soccorso ortopedico a Madonna di Campiglio e Pozza di Fassa


CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle

Trento, 2 marzo 2016

Egregio Signor

Bruno Dorigatti

Presidente del Consiglio Provinciale

SEDE

Interrogazione a risposta scritta n.

Con determinazione del Direttore della Tecnostruttura Area Tecnica n. 1263/2015 di data 22/09/2015 l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari ha aggiudicato in via definitiva il servizio ambulatoriale di primo intervento ortopedico per le strutture di Madonna di Campiglio (Centro Traumatologico Ortopedico – CTO) e Pozza di Fassa, al Centro Medico Fiemme S.r.l. di Predazzo (TN).
La durata del contratto è per tre stagioni invernali sciistiche (dal 23 dicembre 2015 fino al 31 marzo 2018), con una spesa complessiva di 690 mila euro.
L’inizio del servizio è stato anticipato a sabato 19 dicembre 2015, in concomitanza con lo slalom maschile di Coppa del Mondo sulla pista 3Tre, ma non è stato esteso anche al lungo Ponte dell’Immacolata, a cavallo tra il 5 e l’8 dicembre.
Fino alla scorso anno (stagione 2014-2015) a Madonna di Campiglio e fino a due anni fa a Pozza di Fassa l’attività ambulatoriale è sempre stata garantita dall’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale di Tione di Trento e da quella dell’Ospedale di Cavalese, dalle quali dipendevano operativamente e funzionalmente gli ambulatori ortopedici di Madonna di Campiglio e di Pozza di Fassa.
L’Azienda sanitaria ha esternalizzato ai privati un servizio apprezzato, funzionale e funzionante (a Madonna di Campiglio è iniziato pionieristicamente 15 anni fa; circa 1500 pazienti visti all’anno e 3500 prestazioni in media tra radiografie, gessi, immobilizzazioni, suture di ferite, ecc.) e, soprattutto, redditizio economicamente (in un congresso a Cavalese nel dicembre 2015 il Direttore del Dipartimento Ortopedico-Traumatologico provinciale dott. G. R. B. ebbe a dire della necessità di investire in un settore, come quello della traumatologia negli ospedali di valle, visto che, dati i numeri, rappresenta uno dei pochi settori che consentono di aumentare la mobilità attiva dell’Azienda sanitaria trentina; nel corso dello stesso convegno emerse anche la questione della convivenza tra pubblico e privato nel ramo dell’ortopedia, dove il business è fiorente, prova ne sia il rapido diffondersi di ambulatori privati nelle zone in particolare della Valle di Sole e della Valle di Fassa; proprio in riferimento al punto di primo intervento di Pozza di Fassa che l’Azienda sanitaria affida da due anni alla gestione privata, sorse qualche perplessità che fece affermare allo stesso medico che sarebbe opportuno che anche di quell’ambulatorio si occupasse direttamente il pubblico e la gestione fosse affidata al Dipartimento di ortopedia).
Il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Trento con sentenza n. 86 del 28 gennaio 2016 ha accolto il ricorso della società arrivata seconda ed ha quindi annullato la gara che dovrà essere rifatta. Conseguentemente è stata dichiarata l’inefficacia del contratto stipulato nel frattempo con Centro Medico Fiemme S.r.l. con decorrenza (viste le caratteristiche e la durata pluriennale del servizio appaltato e considerata anche la necessità di evitare effetti pregiudizievoli per gli utenti e per l’interesse pubblico) dal primo giorno successivo alla fine della stagione sciistica invernale 2015-2016.
L’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari della Provincia di Trento ed il Centro Medico Fiemme S.r.l. sono stati condannati al pagamento delle spese di giudizio nella misura di 3.000 (tremila) euro per ciascuno, oltre alla spese processuali (oneri di legge e rifusione del contributo unificato).

Tutto ciò premesso, si interroga il Presidente della Provincia autonoma di Trento per conoscere

1. Le motivazioni che hanno spinto l’Azienda sanitaria ad affidare il servizio di primo intervento ortopedico dei due centri di Madonna di Campiglio e Pozza di Fassa al privato.
2. Perché si è rinunciato a gestire direttamente un’attività che permetteva un incremento della mobilità sanitaria attiva ed una notevole visibilità e riconoscibilità, oltre che un raccordo operativo e funzionale con le strutture ospedaliere di riferimento.
3. Se corrisponde al vero la notizia che gli utenti del Centro Traumatologico Ortopedico di Madonna di Campiglio sono dirottati sull’ospedale “Valli del Noce” di Cles, anziché su quello di Tione di Trento, come espressamente previsto nel Capitolato tecnico di gara e, se sì, in base a quale logica aziendale.
4. Quanti sono stati, dall’inizio del servizio di primo soccorso ortopedico, gli accessi all’ospedale mandamentale di Tione di Trento, di pazienti provenienti dall’ambulatorio di Madonna di Campiglio.
5. Il costo effettivo del servizio alla luce dell’inizio anticipato del servizio ambulatoriale ortopedico e di eventuali costi accessori preventivati e non.
6. I provvedimenti che la Provincia autonoma di Trento intende prendere nei confronti della A.P.S.S., ente strumentale preposto alla gestione coordinata delle attività sanitarie e sociosanitarie, a fronte di una decisione “illogica e contraddittoria” e di “valutazioni palesemente viziate e illegittime” espresse dalla commissione di gara, come si evince nella sentenza dei giudici amministrativi del TAR.
7. Come si concilia la sonora bocciatura del provvedimento normativo dell’Azienda sanitaria da parte del TAR, con l’impegno in prima fila contro la corruzione della stessa, sbandierato nel comunicato stampa n. 244 del 16/02/2016, secondo il quale l’A.P.S.S. sarà azienda pilota nel progetto biennale “Curiamo la corruzione”, nell’ottica di mitigare i rischi di spreco e aumentare l’efficienza per offrire un servizio sempre migliore ai cittadini e rendere più sicure le gare d’appalto.
A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Cons. prov. Filippo Degasperi

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