La responsabilità di difendere gli abitanti di Mori

La responsabilità di difendere gli abitanti di Mori


Abbiamo letto l’articolo di stampa apparso oggi, in cui alcuni cittadini residenti in via Teatro, allarmati per il pericolo, e confidando che il vallo tomo sia una risposta alle loro preoccupazioni, richiamano le minoranze del consiglio comunale di Mori ad assumersi la responsabilità della loro tutela agevolando la costruzione dell’opera.

Ci corre l’obbligo di rispondere prontamente per chiarire ancora una volta che è quello che stiamo cercando di fare fin dal primo giorno di allarme.

Ricordiamo, o informiamo chi non ne avesse precisa conoscenza, che la prima nostra preoccupazione è stata quella di evidenziare che la procedura prevista non metteva immediatamente in sicurezza i cittadini dal pericolo incombente come avrebbe dovuto.

Lo abbiamo fatto seguendo le procedure logiche, cioè informando dapprima i competenti uffici provinciali, poi portando la cosa all’attenzione del consiglio comunale, infine, inascoltati od incompresi, presentando esposto in merito alla Procura della Repubblica di Rovereto.

Ora, la relazione del Prof. Barla, che l’assessore Mellarini ed il sindaco Barozzi, cercano di far percepire solo come giustificazione del progetto vallo tomo ha in realtà certificato la correttezza delle nostre valutazioni mettendo in chiaro alcune questioni vitali che vanno ben comprese:

  • Il diedro roccioso è pericolosamente instabile; Barla ha calcolato che le forze che lo tengono ancorato alla parete sono sostanzialmente equivalenti a quelle che lo spingono verso il basso; ciò significa che l’intero ammasso roccioso potrebbe crollare in qualunque momento, improvvisamente senza nessun preavviso e a nulla varrebbero monitoraggi d’allarme; Barla ammonisce chiaramente gli amministratori che sono soggetti a responsabilità precise e che non c’è tempo da perdere per procedere all’evacuazione;
  • Ne consegue che è immediatamente necessario ed improcrastinabile, non procedere con la costruzione del vallo tomo, ma evacuare immediatamente tutto l’abitato potenzialmente interessato dal crollo improvviso del diedro;
  • Abbiamo sottoposto questa estrema preoccupazione nella giornata di ieri al sindaco Barozzi dicendo che avremmo appoggiato ogni azione d’urgenza per la tutela delle vite in pericolo.
    E fin qui non servono, ne sono utili, ulteriori considerazioni.
    Occorre agire subito
    Dopo l’evacuazione ci sarà tempo per le seguenti ulteriori considerazioni.
  • I dati esposti da Barla certificano che il Vallo Tomo è stato pensato, progettato, calcolato ed illustrato esclusivamente per una demolizione controllata della roccia con la caduta di singoli massi da 1 – 5 o 10 mc; non è stato progettato per una caduta naturale ed improvvisa dell’intera roccia; una caduta dell’intero diedro potrebbe causare il colmamento del vallo, da parte dei primi blocchi arrivati ed il susseguente superamento del tomo da parte dei blocchi a seguire che finirebbero sulle case di via Teatro;
  • Il vallo tomo non potrà quindi tecnicamente svolgere alcuna azione mitigatrice del pericolo fino alla completa stabilizzazione del diedro pericolante, condizione questa indispensabile e preliminare alla messa in atto di una qualsiasi procedura di demolizione controllata della roccia.
  • Non è nemmeno pensabile proseguire con la costruzione del vallo tomo in quanto il pericolo incombente di crolli impedisce  anche qualsiasi tipo di attività lavorativa nella zona  che metterebbe a rischio la vita degli operai.
  • L’unico intervento urgente, necessario e possibile per la mitigazione del pericolo è quello effettuato direttamente sul diedro pericolante, eventualmente con l’utilizzo preferenziale di tecniche meccaniche in sostituzione di lavoro umano dove possibile, come ipotizzato possibile anche dal prof. Barla.
  • Nessuna opera di protezione passiva potrà essere realizzata in sicurezza sotto il diedro fino a conclusione delle opere di stabilizzazione.
  • Una volta stabilizzata la roccia si potrà valutare ed eventualmente procedere ad una demolizione controllata della roccia.
  • Da tutto ciò consegue quindi che la costruzione del Vallo Tomo così come oggi previsto non è per nulla funzionale alla mitigazione del pericolo incombente ma costituirebbe solo un’esposizione degli operai a pericolo mortale, una perdita di tempo prezioso ed uno spreco enorme di risorse.
  • In queste ore si sta assistendo al tentativo puerile, superficiale e maldestro di coprire gli errori di metodo e di merito della procedura e di addossare ai cittadini che si sono opposti una inesistente responsabilità di aver rallentato le opere di messa in sicurezza dell’area in pericolo.
  • Al Comitato da Vicolo a Vicolo, alla Tribù delle Fratte ed a tutti i cittadini che si sono informati e opposti alla procedura va invece il merito di aver preteso chiarezza e di aver costretto la Provincia a commissionare la relazione Barla che fa finalmente luce sullo stato reale della situazione di pericolo fino ad oggi non adeguatamente indagata e colpevolmente sottovalutata dalle autorità competenti.
  • Non è quindi chi protesta attivamente sulle fratte a mettere in pericolo la vita delle persone, ma chi per professione, ragionevolmente consapevole della situazione ha posto in atto azioni inadeguate (costruzione del vallo tomo) e ne ha omesse di necessarie e doverose (evacuazione delle zone di pericolo).
  • Auspichiamo che la relazione del Prof. Barla sia prontamente visionata dal Commissario del Governo per prepararsi a sostituire nelle dirette responsabilità le autorità inadempienti e dalle procure della repubblica di Trento e Rovereto per integrare le loro valutazioni sugli esposti presentati.

Movimento 5 Stelle di Mori

Cons. Comunale Mori Renzo Colpo
Cons. Comunale Mori Nicola Bertolini
Gruppo consiliare MoVimento 5 Stelle

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