Il M5S interroga sul Vallo Tomo di Mori

Il M5S interroga sul Vallo Tomo di Mori


Comunicato Stampa inviato ai principali quotidiani locali ed ignorato da:
quotidiano corriere del trentino barrato

 

Nei giorni scorsi il M5S ha presentato un’interrogazione al Consiglio Provinciale riguardo al vallo tomo che la Provincia intenderebbe realizzare a Mori tramite una procedura di somma urgenza.

«Con questa interrogazione – spiegano il Consigliere Provinciale Degasperi e i Consiglieri Comunali Colpo e Bertolini – cerchiamo di chiarire se la Provincia possa o meno subentrare al Comune di Mori nella realizzazione del vallo tomo. Considerata la legge provinciale 3/2006 che sancisce il principio di sussidiarietà in base al quale questo genere di opere dovrebbero essere a carico dei Comuni a noi parrebbe proprio di no».

«Questa ci sembra un’operazione condotta in maniera assai discutibile – continuano i portavoce del MoVimento – il progetto del vallo tomo cui si fa riferimento per i lavori risale addirittura al 2007, ma non se n’era mai fatto nulla per la diffusa contrarietà della cittadinanza, così nel 2011 si cercò di passarlo alla Provincia e oggi per intervenire si ricorre alla procedura di somma urgenza.

L’intervento previsto è invasivo e avrebbe conseguenze irrimediabili dal punto di vista paesaggistico e del valore dei terreni. Inoltre il metodo adottato dalla Provincia è inaccettabile. Si invoca la somma urgenza per realizzare un progetto del 2007 con un intervento che richiederà circa 6 mesi per diventare operativo. Si vuole realizzare un vallo tomo che può arrivare anche a 6 – 7 metri d’altezza ma una volta realizzato si prevede di andare a demolire il versante pericolante… lasciando però poi intatta la struttura protettiva in tutta la sua gigantesca mole.

Tutto il gioco sta in piedi in base alla premessa che questa è l’unica soluzione possibile, ma questo non è vero. Ad esempio si potrebbe procedere vincolando la parete franosa con chiodature ed adesivi sull’esempio di quanto eccellentemente realizzato a Zambana e in un successivo momento procedere con demolizioni controllate. A noi sembra che si cerchi di forzare la mano utilizzando le procedure in maniera impropria al solo scopo superare l’opposizione della cittadinanza e sottrarle la possibilità di far sentire la sua voce».

Filippo Degasperi, Consigliere Provinciale
Renzo Colpo, Consigliere Comunale Mori
Nicola Bertolini, Consigliere Comunale Mori

Gruppo consiliare MoVimento 5 Stelle
CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

Trento, 5 luglio 2016

Egregio Signor
Bruno Dorigatti
Presidente del Consiglio Provinciale
SEDE

Interrogazione a risposta scritta n.

A norma dell’articolo 8 della legge provinciale n. 3/2006 comma 5.b) “Sono trasferite ai comuni, senza l’obbligo di esercizio associato, le funzioni amministrative relative alle seguenti materie: (….) opere e interventi di interesse locale a carattere comunale relativi alla prevenzione dei rischi, alla protezione, alla gestione dell’emergenza e al ripristino definitivo dei danni derivanti da calamità pubbliche; (….)” e a norma della legge provinciale n. 9/2011 in materia di protezione civile articolo 8 “funzioni dei comuni e delle comunità” è previsto che “I comuni realizzano i lavori di somma urgenza (…)”. Il Consiglio Comunale di Mori con Delibera n. 60 del 20 dicembre 2007 ha approvato il progetto “Lavori di realizzazione opera paramassi a protezione dell’abitato di Mori – da Morivecchio al santuario di Montealbano: Approvazione in linea tecnica del progetto preliminare…” per un importo di 4.990.000 euro.

Nel 2011 il sindaco di Mori ha inoltrato richiesta alla PAT di subentrare al Comune nello studio e nell’attuazione delle opere di prevenzione e protezione da caduta massi sul centro abitato di Mori, in contrasto di quanto disposto dall’articolo di legge sopra citato.

L’amministrazione di Mori giustifica tale rinuncia alla gestione diretta dell’intervento con le seguenti motivazioni, rese pubbliche in occasione del consiglio comunale del 7 giugno: “La complessità e delicatezza dell’intervento, ma anche la localizzazione, cioè in fondovalle dell’Adige, nelle vicinanze dell’A22, ha portato a richiedere nel 2011 alla PAT che sia essa stessa ad assumersi l’onere della progettazione e realizzazione. In tal modo l’opera potrebbe divenire, nel contempo, anche un esempio di applicazione delle diverse discipline ed essere un progetto pilota”. Si noti che i massi cadono in valle del Cameras (non in fondovalle Adige) e che l’A22 non è minimamente interessata dal fenomeno di caduta massi. Infatti la Provincia ha accettato il subentro come si evince dalle sopra citate dichiarazioni del sindaco di Mori: “Dopo diversi incontri con i dirigenti e tecnici dei Servizi della PAT competenti per materia, con nota del Servizio Prevenzione Rischi del 10 maggio 2012 è stata comunicata la disponibilità a progettare direttamente l’opera con un gruppo interdisciplinare interno, che ha poi ottenuto la condivisione e quindi l’indispensabile parere positivo anche da parte del CTA – Comitato tecnico dei LLPP. Da parte del gruppo di lavoro PAT sono già stati svolti diversi sopralluoghi, stese le prime soluzioni, che ora sono sottoposte a verifica sul posto ed attraverso programmi automatici di calcolo che simulano le possibili traiettorie di caduta massi”.

Il 24 maggio 2016, in assenza di un vero e proprio evento calamitoso, sulla base del pericolo di crollo di un ammasso roccioso segnalato come tale ancora nel lontano 2007 (nella perizia del dott. Belloni), è stato redatto un verbale di somma urgenza dal Servizio Protezione Rischi della PAT, con l’evidente scopo di finanziare e realizzare un primo lotto dei lavori di protezione globale previsti da tempo per Mori, avvalendosi della procedura speciale riservata ad eventi calamitosi.

Tale procedura di somma urgenza esclude di fatto la popolazione i privati cittadini, coinvolti nell’opera, dalla possibilità di pronunciarsi in merito all’opera ed espropria, di fatto, la cittadinanza di Mori della possibilità di ricorrere ai normali strumenti di consultazione democratica previsti dallo statuto comunale, come ad esempio referendum e petizioni.

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere

  1. per quale motivo è stato consentito all’amministrazione di Mori, in contrasto con il principio di sussidiarietà – molto chiaramente sancito dalla L.P. 3/2006 – di sgravarsi dell’onere di eseguire “opere e interventi di interesse locale a carattere comunale relativi a prevenzione rischi, protezione, gestione emergenza e ripristino definitivo danni da calamità pubbliche” come recitato nella L.P. n.3/2006 art. 8 comma 5/b,
  2. se intende richiamare il comune di Mori ad assumersi con piena responsabilità l’onere di provvedere a tutte “le opere e gli interventi di interesse locale a carattere comunale relativi alla prevenzione dei rischi, alla protezione, alla gestione dell’emergenza” secondo lo spirito di sussidiarietà dettato dalle leggi,
  3. se concorda nel riconoscere come impropria la procedura di somma urgenza attivata, e come tale, lesiva dei diritti democratici dei cittadini di Mori e conseguentemente la necessità di annullare tale procedura di somma urgenza per ristabilire il diritto ordinario.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

   Cons. prov. Filippo Degasperi

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