Referendum nei comuni del Trentino-Alto Adige: il Comune approfitti dell’adeguamento alla norma regionale per dare un forte segnale di apertura democratica. Ce lo chiedono i cittadini.

Referendum nei comuni del Trentino-Alto Adige: il Comune approfitti dell’adeguamento alla norma regionale per dare un forte segnale di apertura democratica. Ce lo chiedono i cittadini.

Su L’Adige del 22 giugno 2015 leggiamo con particolare apprezzamento come l’assessore provinciale Carlo Daldoss abbia rilasciato dichiarazioni favorevoli nei confronti del referendum a quorum zero. Cogliamo l’occasione per proporre una riflessione in merito e per lanciare un appello ai neoeletti consiglieri comunali.

Il M5S annovera tra i propri principi fondanti quello della democrazia diretta. Come ci insegnano paesi a noi più e meno vicini (Svizzera in primis, ma anche Baviera, numerosi stati USA, Canada, ecc.), la democrazia diretta affianca e completa con successo la democrazia rappresentativa, correggendo di quest’ultima le storture che tutti ben conosciamo. Come? Eliminando il monopolio del potere legislativo, che viene redistribuito in parte nelle mani dei cittadini. Fungendo quindi, oltre che da strumento partecipativo, anche da efficace deterrente verso certe scelte politiche (si pensi al referendum confermativo).

In questo momento storico di profonda sfiducia nei confronti della politica da un lato, e dall’altra di forte desiderio di individuare nuovi percorsi partecipativi, riteniamo ancora più urgente dare ai cittadini strumenti adeguati per far sentire efficacemente la propria voce: perchè si eserciti la democrazia nel modo più pieno e si ponga argine al grave fenomeno dell’astensionismo.

Grazie anche al lavoro del M5S, lo scorso dicembre il Consiglio regionale con la Legge n. 1/2014 ha mosso alcuni passi importanti in tema di referendum, strumento principe della democrazia diretta. Sono stati infatti introdotti nell’ordinamento dei comuni il referendum confermativo a quorum zero per le modifiche agli statuti comunali; l’opuscolo informativo per le votazioni; una soglia massima per il quorum (a Trento, comune con più di 5,000 abitanti, fissata al 25%). Si è inoltre abbassato il numero di firme massimo per poter richiedere un referendum ed è stato definito un termine minimo di 6 mesi per la raccolta delle firme. Anche il comune di Trento dovrà obbligatoriamente recepire queste modifiche entro 12 mesi, modificando il proprio Statuto entro dicembre 2015.

L’associazione Più Democrazia in Trentino, attiva anche a livello provinciale con un ddl in discussione sugli stessi temi, ha convocato a questo proposito un tavolo di lavoro per il 30 giugno al quale auspichiamo saranno presenti quanti più consiglieri comunali possibili. Nostro obiettivo è infatti che il Comune non si limiti a recepire le norme regionali ma si spinga coraggiosamente oltre e dimostri che le istituzioni comunali sono nei fatti, non solo a parole, quelle più vicine alle persone.

Come lista a 5Stelle durante la recente campagna elettorale abbiamo sottoscritto, assieme ad altri colleghi candidati di diversi schieramenti politici, il manifesto programmatico proposto da Più democrazia in Trentino, i cui punti si rifanno alle migliori pratiche europee e alle raccomandazioni del codice di buona condotta sui referendum della Commissione di Venezia e del Consiglio d’Europa. Tra i principali elementi in questione si parla di abolire il quorum, rendere vincolanti i referendum, permettere i referendum su tutti i temi per i quali ha potere di iniziativa il singolo consigliere comunale, abbinare il voto (possibile anche per corrispondenza) a eventuali votazioni nazionali e fornendo in anticipo un apposito opuscolo informativo. Si parla, in poche parole, di far sì che lo strumento referendario funzioni efficacemente, cosa che finora non è stata, e dunque permettere ai cittadini di incidere realmente sulle decisioni politiche locali.

Nei prossimi mesi ci batteremo dunque per poter inserire nello Statuto comunale questi strumenti, che riteniamo fondamentali per la qualità della nostra democrazia. Siamo convinti che la situazione trentina rappresenti un terreno eccezionalmente favorevole, con la sua tradizione di senso civico e partecipazione attiva alla vita cittadina, su cui innestare nuovi percorsi dell’agire democratico più avanzato.
Chiediamo a tutti i sottoscrittori del Manifesto che siedono con noi in Consiglio di fare fronte comune in questa importante sfida. È un segnale che ci chiedono urgentemente di dare i cittadini stessi.

Ufficio StampaMovimento
5 Stelle Trentino

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