Rossi e la scuola trentina: ormai siamo all’accanimento!

Rossi e la scuola trentina: ormai siamo all’accanimento!

Il Presidente della Provincia facente funzioni di Assessore all’Istruzione Ugo Rossi non si ferma più. Dopo il recente caso degli insegnanti cui veniva impedito di ottenere un titolo abilitante in tempo utile ad essere chiamati per ricoprire un incarico lavorativo ecco una nuova vicenda che riguarda il mondo della scuola nella quale la Provincia cambia le carte in tavola sulla pelle dei docenti: «La nuova pensata di Rossi riguarda la scuola primaria – spiega Filippo Degasperi, Consigliere Provinciale del M5S – siccome 3 fasce di insegnanti devono essergli sembrate troppo poche, lo scorso luglio il Presidente ha ben pensato di istituirne una quarta ad hoc nella quale far confluire circa 300 insegnanti laureati in scienze della formazione primaria. La cosa è congegnata in modo tale da creare una corsia preferenziale per questi insegnanti e garantire loro la chiamata in cattedra prima che a colleghi che magari insegnano da 15 anni. Si perché dei 300 insegnanti inseriti in 4a fascia circa la metà non ha mai insegnato un giorno in vita sua, ma Rossi ritiene corretto far si che queste persone possano sopravanzare colleghi con un’esperienza assai maggiore «colpevoli» solo di aver iniziato a lavorare quando il titolo di studio loro richiesto non era la laurea ma il diploma magistrale. Come nel caso precedente degli insegnanti più anziani cui veniva impedito di abilitarsi per tempo in modo da farli superare da colleghi più giovani ecco che il «metodo Rossi» torna a palesarsi, questa volta direttamente creando una scorciatoia per tagliare fuori dalle chiamate in cattedra personale docente dal titolo equivalente e maggiore esperienza lavorativa, e pazienza se proprio lo scorso anno il Consiglio di Stato ha dichiarato che i diplomati magistrali ante 2002 sono in tutto e per tutto equiparabili ai laureati in scienza della formazione primaria!»
Degasperi prosegue nella sua disamina: «Ci pare che l’azione di Rossi sia imperniata su 5 punti ben definiti. Primo, sfruttare il margine di manovra concesso dall’Autonomia per ripercorrere passo passo gli errori effettuati a livello nazionale. Secondo, penalizzare e punire sistematicamente chi si impegna a da anni a favore della scuola trentina. Terzo, nessuna attenzione verso gli studenti, come dimostra la scelta di preferire insegnanti senza alcuna esperienza a persone con un ampio bagaglio di competenze maturato sul campo ed assai lontani dal poter essere considerati anziani, visto che parliamo di gente fra i 30 e i 40 anni. Quarto, sulla falsariga del Presidente del Consiglio, nessuno sviluppo organico del sistema scolastico ma azioni a spot, mirate ad avvantaggiare qualcuno a scapito di qualcun altro senza essere minimamente sfiorati da una pur minima idea di equità e sena nessuna strategia di fondo se non l’indebolimento del sistema dell’istruzione pubblica. Quinto, gran crescita dei contenziosi per ricorsi contro la Provincia, sui cui costi per le casse pubbliche mi riservo di presentare presto un’interrogazione dettagliata».
Il portavoce dei 5 Stelle conclude annunciando battaglia: «Come nel caso precedente, qui si parla di centinaia di persone che senza aver fatto nulla di sbagliato ed aver costruito la propria professionalità nel corso degli anni e col sacrificio personale rischiano oggi di venir sbattute in mezzo ad una strada grazie ad un artificio amministrativo studiato appositamente per punirle. So che 208 di loro hanno presentato ricorso d’urgenza contro l’istituzione di questa 4a fascia e che chiedono di poter ottenere una risposta prima che le cattedre vengano assegnate. Sappiano che il M5S trentino comprende la loro situazione e offre loro il suo appoggio pieno e convinto. Quanto a Rossi, questa è solo l’ultima di una sequenza ormai kilometrica di castronerie e di atti aggressivi nei confronti della scuola trentina e dei suoi insegnanti, un rapporto che ormai sembra caratterizzato dall’accanimento del primo verso la seconda. La scuola, caro signor Rossi, funziona se chi la anima è motivato a fare bene, cresce se è amministrata con cura e rispetto. Se invece chi la guida agisce a casaccio e con punte di vera e propria cattiveria mirata allora ciò che si crea è paura e demotivazione. E a quel punto diventa perfettamente inutile parlare di trilinguismo ed altre amenità».

Uff. Stampa
M5S Trentino

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