Sanità trentina: tagli dei servizi e aumento dei ticket per i cittadini. Premiato con 236mila euro annui il direttore generale dell’APSS

Sanità trentina: tagli dei servizi e aumento dei ticket per i cittadini. Premiato con 236mila euro annui il direttore generale dell’APSS

Si apprende da fonti a stampa dell’ottima performance fatta segnare dal direttore generale dell’APSS per aver raggiunto l’81,7% degli obiettivi fissati per l’anno 2013.
Grazie al premio di 40mila euro conseguente a tale valutazione, la retribuzione complessiva del direttore generale raggiungerebbe la somma complessiva di 236mila euro annui.

In alcune realtà a noi vicine (prese a titolo di esempio), in cui il servizio sanitario non pare soffrire problemi particolari visto che è scelto da molti trentini in alternativa a quello provinciale, la situazione dei compensi assegnati ai direttori generali risulta essere la seguente:
– Direttore generale ASL Milano: euro 184mila (incentivo incluso),
– Direttore generale ASL Lecco: euro 165mila (incentivo incluso),
– Direttore generale delle Aziende U.L.S.S. venete: euro 123mila con possibile maggiorazione fino al 20% in caso di verifica positiva dei risultati di gestione per un massimo di meno di 148mila euro.

Di fronte alla situazione della Sanità trentina sorgono spontanee alcune riflessioni in particolare con riferimento ai risultati raggiunti (in teoria) in tema di “contenimento dei tempi di attesa” e la “mobilità” notoriamente deficitaria nella nostra Provincia.
Mentre si chiedono ulteriori sacrifici (ticket sulle ricette, ticket sulle prestazioni specialistiche) oltre al miliardo e rotti di euro che annualmente i trentini versano nelle casse della Provincia per il proprio servizio sanitario, appare anche singolare che l’Assessore competente abbia deciso de plano di assegnare tutti i 40 punti rimessi alla sua discrezionalità.

Ciò premesso si interroga il Presidente della Giunta provinciale per conoscere:

1) come retribuzioni come quelle del direttore generale siano compatibili con le ristrettezze in cui sembra versare la sanità trentina tanto da non potersi nemmeno permettere la sostituzione delle mammografie negli ospedali di valle;

2) le ragioni in base alle quali siano stati integralmente assegnati i 40 punti a disposizione dell’Assessore competente, tenuto conto anche del fatto che fino a fine novembre 2013 (periodo a cui si riferisce il premio) l’attuale Assessore non ricopriva incarichi vicini all’APSS;

3) per quali ragioni nei territori a noi limitrofi i compensi dei direttori generali delle aziende sanitarie risultano sensibilmente inferiori rispetto a quelli trentini.

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