Altro che bonifica: il bypass serve a seppellire i veleni sotto il cemento

Al momento stai visualizzando Altro che bonifica: il bypass serve a seppellire i veleni sotto il cemento

“Il bypass sarà l’occasione giusta per bonificare le terre inquinate.”
Così dichiarava il sindaco Ianeselli. Ma la realtà è ben diversa: le terre non verranno bonificate, bensì tombate.

Assemblea cittadina – 30 gennaio 2026 – Via Abondi, Sala Ginestra

L’assemblea cittadina dei Comitati No TAV, introdotta da Mauro del Comitato Cristo Re Attiva.

 

Dall’analisi dei piezometri presenti nell’area Sequenza, nell’ex scalo Filzi, emergono dati allarmanti: sono presenti inquinanti provenienti dall’ex Sloi e dall’ex Carbochimica – tra cui piombo dietile, piombo trietile e idrocarburi policiclici aromatici – in concentrazioni molto superiori ai limiti di legge. Serve una messa in sicurezza immediata, perché siamo già in gravissimo ritardo.

L’intervento di Elio Bonfanti
Da anni i Comitati chiedono la realizzazione di barriere idrauliche, capaci di intercettare e pompare l’acqua delle falde per ridurre la contaminazione. Anche se non consentono una bonifica totale, rappresentano l’unico strumento efficace per contenere la diffusione degli inquinanti. Procedere con gli scavi del bypass in queste aree è estremamente pericoloso, perché i veleni possono diffondersi ulteriormente, contaminando anche l’aria. Da tempo circolano voci secondo cui i proprietari delle aree coinvolte – Dalle Nogare, Albertini e Tosolini – si starebbero muovendo per affrontare il problema. Ma la verità è che già nel 2003 esistevano accordi tra Comune e proprietari, mai attuati. Anzi, il proprietario dell’area Sequenza puntava a costruire tre torri altissime, come se il suolo non fosse contaminato. La bonifica del rio Lavisotto è stata effettuata solo parzialmente, rendendola di fatto inutile se a monte non si arresta la diffusione dell’inquinamento. Anche la fossa degli Armanelli, di proprietà RFI, non è stata realmente bonificata, nonostante quanto dichiarato. RFI si rifiuta di realizzare le barriere idrauliche perché considerate “troppo costose”.

Nell’ultimo Consiglio comunale, la rappresentante di Sinistra Italiana ha annunciato la costruzione di una barriera idraulica sotto l’ex Sloi, ma in una posizione inefficace. Due proprietari su tre sono favorevoli, ma solo in zone dove la barriera non serve realmente. Per consentire la costruzione dei palazzi sull’area Sequenza (dove oggi si trova Aldi), si è tentato di far credere che l’area non fosse inquinata. L’operazione è stata bloccata solo grazie alla mobilitazione dei Comitati: nel luglio 2023 la Magistratura ha sequestrato i terreni, saturi di sostanze tossiche, con bolle di idrocarburi affioranti in superficie. Nonostante ciò, in Consiglio comunale si continua a minimizzare: si sostiene che “solo una piccola parte” del SIN sarà interessata dagli scavi, quando in realtà si tratta di circa un quarto delle aree inquinate.

 

Una scelta politica gravissima
La linea dell’amministrazione appare chiara: ignorare l’inquinamento, cementificare, coprire tutto con una colata di cemento e costruirci sopra. Non a caso, nell’ultimo Consiglio comunale la maggioranza ha bocciato la proposta della minoranza che chiedeva l’impegno immediato alla realizzazione delle barriere idrauliche per proteggere la città. Intanto si prevede il deposito di 700.000 metri cubi di materiali contaminati in tre capannoni davanti al Magnete, a soli 40 metri dal Top Center. Questi materiali finiranno in discarica come rifiuti speciali, con un costo stimato tra i 250 e i 300 milioni di euro. Si prevedono inoltre 300.000 viaggi di camion, con un impatto devastante su traffico, aria e salute, considerando che un litro di gasolio viene consumato ogni 3 km. Altro che bonifica: il bypass diventa l’ennesima grande opera che aggrava i problemi ambientali, mascherata da intervento risolutivo.

Un disastro annunciato
L’inquinamento della falda avanza di circa 30 metri all’anno verso il centro città. A Fidenza, dove la contaminazione era simile ma meno estesa, si lavora da 25 anni con tecniche di fitodepurazione: piante che assorbono gli inquinanti e vengono poi smaltite. Un lavoro lungo, serio e responsabile. Qui, invece, si preferisce mettere una pietra tombale. L’avvocato Marco Cianci parla senza mezzi termini di “avvelenamento di massa”. Dietro quest’opera ci sono lobby potentissime che sanno benissimo che il bypass non ridurrà il traffico, ma lo aumenterà, generando enormi profitti per le ditte appaltatrici.

Non possiamo fidarci di amministratori che sacrificano la salute pubblica per interessi economici.

Mobilitazione
7 febbraio, ore 16 – Palazzo della Regione
Presidio pubblico per discutere degli ultimi sviluppi e dei risultati dell’indagine SENTIERI, che analizza l’aumento dei tumori nelle aree contaminate.

12 febbraio – sede APPA
Manifestazione per ribadire che non va affatto tutto bene.

👉 Difendere il territorio e la salute è un dovere collettivo. Partecipiamo.


Scopri di più da Associazione Trentino 5 Stelle

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Rispondi