La scuola di Rossi, cronaca di un disastro annunciato

La scuola di Rossi, cronaca di un disastro annunciato


Riforma della scuola in salsa trentina, arrivati alla fine di settembre è ora di tirare le somme. A farlo è il Consigliere Provinciale Filippo Degasperi (con l’ultima interrogazione presentata), che nel recente passato ha avuto modo di intervenire spesso sulla questione: «Non più tardi del 10 agosto scorso il Presidente della Provincia decideva che si potevano riconoscere le abilitazioni conseguite dopo le riaperture delle graduatorie, che però teneva chiuse al contrario di quanto invece accaduto in tutto il resto d’Italia, limitandosi a stabilire una priorità nella terza fascia delle graduatorie d’istituto per gli abilitati. Si trattava di scelte a dir poco singolari, ma ai dubbiosi Rossi opponeva la certezza che le sue decisioni non avrebbero inciso «in alcun modo sul regolare avvio dell’anno scolastico». Passato poco più di un mese, e numerose e convulse altre decisioni che tentavano di correggere le precedenti, ciò che si può osservare nella scuola trentina è il caos. Le chiamate degli insegnanti sono state effettuate nella più totale incertezza, spesso con sms sbagliati, o privi delle necessarie diciture. Le graduatorie d’istituto, pubblicate in condizioni che definire precarie è poco, non fanno riferimento alle abilitazioni e pertanto non garantiscono la certezza della posizione per i docenti che ne fanno parte. Anche la sfasatura del calendario degli interpelli ha causato non pochi problemi, come ad esempio il ritardo col quale in più di un istituto si è arrivati ad individuare il titolare di questo o quell’insegnamento e naturalmente per cercare di raddrizzare la barca si è attivato il ricorso a soluzioni tampone come assegnare le sostituzioni ai docenti interni (i quali finiranno così per esaurire troppo in fretta il loro debito orario e il problema si riproporrà quindi nel corso dell’anno con le sostituzioni che dovranno essere pagate) o la proposta, tramite sms, di supplenze brevi, nell’attesa di riuscire a divinare l’identità dei vari aventi diritto. Insomma, senza voler troppo esagerare, ci pare di poter dire che siamo di fronte ad una debacle causata dalla pervicace volontà del Presidente Rossi di non adeguarsi a quanto era stato fatto nel resto del Paese, Alto Adige incluso. La cosa al tempo stesso più tragica e ridicola è che ora anche in Trentino di fatto si è arrivati a nominare docenti «fino all’avente diritto», pratica alla quale la Provincia Autonoma si era sempre vantata di non aver mai avuto bisogno di ricorrere. Miracoli della cura Rossi per la nostra scuola!»

Cons. prov. Filippo Degasperi
Gruppo consiliare MoVimento 5 Stelle

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