Secondo la PAT meglio meno controlli ambientali per le aziende certificate: peccato che anche l’ILVA di Taranto lo fosse

Secondo la PAT meglio meno controlli ambientali per le aziende certificate: peccato che anche l’ILVA di Taranto lo fosse

Anche nel caso dei controlli ambientali sulle attività produttive la Provincia di Trento, piuttosto che far valere le prerogative dell’Autonomia sembra preferire allinearsi alle direttive nazionali, svalutando ancora una volta i principi di autogoverno che dovrebbero guidare le iniziative di chi amministra la nostra terra.
La tutela dell’ambiente, in particolare in un contesto fragile come quello trentino, dovrebbe meritare sempre attenzioni e cautele massime. Le premesse alla costituzione del Tavolo interdipartimentale per la razionalizzazione dei controlli sulle imprese (avvenuta a fine dicembre) sembrano purtroppo indicare una direzione diversa.
La norma provinciale prevede infatti che per sostenere la crescita e la competitività delle imprese trentine si proceda alla razionalizzazione dei controlli (e questo ci può stare) “anche mediante riduzione o SAMSUNGeliminazione di controlli” in particolare per le aziende in possesso di certificazioni del sistema ISO (e questo ci risulta del tutto inaccettabile).
Gli enti certificatori non assumono mai responsabilità circa l’agire del soggetto certificato.
L’ILVA di Taranto era un’azienda dotata di certificazione UNI EN ISO 14001 fin dal 2004 con scadenza 30 aprile 2013. Se si fossero applicati i principi previsti dalla norma concepita dalla Provincia Autonoma di Trento i controlli per i 9 anni compresi nel periodo di validità della certificazione sarebbero stati del tutto superflui.
E’ questa la tutela dell’ambiente e degli interessi pubblici a cui fa riferimento la PAT?
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