La prima Legge M5S sui reati ambientali

La prima Legge M5S sui reati ambientali

La Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge del Deputato del Movimento 5 Stelle Salvatore Micillo a cui erano abbinate quelle dei Deputati Realacci (PD) e Pellegrino (SEL) e che prevede l’introduzione dei Delitti contro l’ambiente.

Qui di seguito una sintesi delle novità introdotte dal provvedimento.

Nuovi reati (fino ad oggi inspiegabilmente assenti)

  • Disastro ambientale: è previsto il carcere da 5 a 15 anni per chi altera gravemente o irreversibilmente l’ecosistema o compromette la pubblica incolumità.
  • Inquinamento ambientale: è previsto il carcere da 2 a 6 anni nonché la multa da 10mila e 100mila euro per chi deteriora consapevolmente in modo rilevante la biodiversità, l’ecosistema o la qualità del suolo, delle acque o dell’aria. Si prevede un aumento di pena se il reato è commesso in aree protette o sottoposte a vincolo paesaggistico o a danno di specie protette.
  • Traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività: è punito con il carcere da 2 a 6 anni e con la multa da 10mila a 50mila euro chi commercia e trasporta materiale radioattivo o chi se ne disfa illegittimamente. Si prevede un aumento di pena se dal fatto deriva il pericolo di compromettere o deteriorare il suolo, il sottosuolo, le acque, l’aria, l’ecosistema, la biodiversità, nonché il pericolo per la vita o l’incolumità delle persone.
  • Impedimento del controllo: è punito con il carcere da 6 mesi a 3 anni chi ostacola, impedisce o intralcia la vigilanza e i controlli ambientali.

In particolare, si configura il reato di disastro ambientale per chiunque causi “alternativamente” una delle seguenti fattispecie:

  1. l’alterazione irreversibile dell’equilibrio di un ecosistema;
  2. l’alterazione dell’equilibrio di un ecosistema la cui eliminazione risulti particolarmente onerosa e conseguibile solo con provvedimenti eccezionali;
  3. l’offesa alla pubblica incolumità, determinata con riferimento alla capacità diffusiva degli effetti lesivi della condotta”;

L’inserimento dell’avverbio “alternativamente” (prevedendo quindi che sia sufficiente una sola delle tre condizioni per configurare ipotesi di reato) è stato possibile grazie all’approvazione di un emendamento del M5S.

Disciplina sanzionatoria 

È stata prevista la confisca dei beni alle ecomafie, che insieme ai loro eventuali proventi, verranno messi a disposizione dell’amministrazione pubblica competente e vincolati all’uso dopo una bonifica.

E’ stato introdotto il ravvedimento operoso, che instaura meccanismi premiali per chi si adopera alla bonifica o alla messa in sicurezza o, nel caso di dolo, collabora fattivamente con gli inquirenti.

Infine abbiamo previsto che nel caso di un reato ambientale commesso per colpa, e non per dolo, il soggetto responsabile possa usufruire di una riduzione di pena solo nel caso in cui interrompa l’azione delittuosa, collabori con le forze di polizia e provveda all’immediata messa in sicurezza, alla bonifica e, ove possibile, al ripristino dello stato dei luoghi.

Venti anni di attesa

Durante le dichiarazioni di voto alla proposta di legge, Salvatore Micillo, Deputato del Movimento 5 Stelle in Commissione Ambiente, ha sottolineato: “Con l’introduzione nel codice penale dei reati di inquinamento, di danno, di disastro ambientale, abbiamo la possibilità insieme, noi tutti in quest’Aula, di offrire una risposta definitiva, alle istituzioni che ce lo chiedono, ai territori che portano addosso le ferite, e ai tanti cittadini che invocano giustizia per loro e per i loro familiari, che in tanti hanno spesso pagato con la vita le nefandezze perpetrate troppo a lungo sulle loro terre. Venti anni di attesa, venti anni in cui la nostra terra poteva raccontare una bellezza diversa: la vera bellezza, che forse è stata nascosta per troppo tempo”.

Gherardo Liguori

Sorgente: La prima Legge sui reati ambientali | Risultati M5S

Legge 22 maggio 2015, n. 68

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