La misura è colma: dimissioni!

La misura è colma: dimissioni!

In questi giorni tutti i politici trentini si sperticano nel dichiarare pubblicamente che la legge 6 del 2012 è stata un errore. Ma, come dice un vecchio e popolarissimo proverbio, chi sbaglia paga. I consiglieri provinciali del M5S chiedono: perché deve pagare solo un consulente esterno, Tappeiner, a cui era stato semplicemente chiesto un parere sulla riforma dei vitalizi? Il professor Tappeiner non ha fatto valutazioni politiche ma solo una proposta tecnica, da cui non ha ottenuto alcun vantaggio e che salvaguarda privilegi in cui lui non è direttamente coinvolto. C’è chi per tre cene pagate con i soldi dell’A22 è stato condannato a 12 mesi di reclusione, ricevendo dal PD un invito a dimettersi dal Consiglio provinciale. E c’è invece chi ha votato quella legge, ottenendo grandi vantaggi e facendosi un ignobile regalo con i soldi dei trentini, e ancora adesso siede impunito tra i banchi del Consiglio. I consiglieri regionali M5S chiedono le immediate dimissioni dei VERI responsabili di questo scempio e di questa vergogna, ossia quei consiglieri provinciali che hanno votato una legge illegittima e in palese conflitto di interessi. I consiglieri Civico, Borga e Zeni, firmatari di una proposta di legge che regalava a ciascuno di loro 210 mila euro dopo soli 5 anni di lavoro, devono andarsene. Chi ha sottratto i soldi dei trentini per pagarsi cash il mutuo della casa non è più legittimato a decidere le sorti del Trentino. Deve lasciare la carica.

Così come deve lasciare immediatamente tutte le cariche il professor Gianfranco Cerea, che si è permesso di offendere e infangare la professionalità e la dignità di tutti quei Consiglieri provinciali che si dedicano anima e corpo al servizio della comunità trentina. Cerea ha dichiarato che i Consiglieri possono svolgere il loro mandato occupandosene per tre pomeriggi alla settimana. Forse pensava al suo lavoro che, sommando le cariche nei CdA di Cassa del Trentino, Pensplan e Centro Multiservizi, più il baronato all’Università di Trento, non arriva a due pomeriggi alla settimana. Forse il professore farebbe bene a valutare e giudicare l’operato e le scelte della sua Cassa del Trentino, che, nonostante 5 Dirigenti su 20 dipendenti, dimostra tutta la sua incompetenza danneggiando le finanze del Trentino con la spregiudicata operazione sui derivati, ora all’attenzione della Corte dei Conti, grazie ad un esposto dei consiglieri provinciali del M5S.

Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Trentino

 

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