Pubblichiamo due interventi di grande rilievo sul futuro di Dolomiti Energia apparsi sull’Adige che riflettono due diversi modelli di sviluppo economico e sociale del Trentino.
Da un lato, l’analisi del Professor Michele Andreaus, ordinario di Economia Aziendale, a favore della crescita e della quotazione in borsa; dall’altro, la posizione critica del Professor Claudio Della Volpe, che pone l’accento sulla salvaguardia dell’acqua come bene comune indissolubile dal territorio.
Il Movimento 5 Stelle del Trentino accoglie con favore questo dibattito, ritenendo fondamentale che i cittadini siano informati sulle diverse prospettive in gioco. Tuttavia, la nostra posizione rimane ferma e inequivocabile: siamo contrari alla quotazione in borsa di Dolomiti Energia. Riteniamo che l’acqua, risorsa vitale gestita dall’azienda, non debba essere mercificata e che la sua gestione debba rimanere pubblica e legata al territorio che la genera. Sposiamo appieno le preoccupazioni e la visione del Prof. Della Volpe, di cui condividiamo le premesse ideologiche e pratiche.
Di seguito, una sintesi dei due punti di vista a confronto, seguita dai testi integrali degli articoli.
DUE VISIONI A CONFRONTO
PRO – Quotazione in Borsa (Sintesi della posizione del Prof. Michele Andreaus)
L’analisi del Professor Andreaus, basata su dati recenti sull’economia locale, evidenzia le difficoltà del tessuto imprenditoriale trentino, caratterizzato da basse retribuzioni, scarsa attrattività per i giovani e un’eccessiva frammentazione delle imprese. Per Andreaus, il Trentino soffre di una mancanza di “grandi imprese” capaci di trainare l’innovazione, l’indotto e la crescita, non solo economica ma anche sociale e culturale.
Nel caso specifico di Dolomiti Energia, Andreaus sostiene la necessità di una crescita dimensionale che passi anche attraverso la quotazione in borsa. La sua tesi è che l’azienda non possa “staccare la spina” e limitarsi a una gestione locale (da lui definita “multiutility di valle”), ma debba muoversi nel mercato globale per non soccombere e per continuare a generare valore per il territorio. Critica la visione del “piccolo è bello” come un ostacolo al vero sviluppo e un rischio di “opportunismo politico”, che userebbe lo scontro “valli-città” per impedire la crescita di grandi gruppi trentini. La quotazione in borsa, secondo questa visione, è uno strumento per attrarre capitali e talenti, permettendo all’azienda di crescere e, di conseguenza, di far crescere l’intera regione.
In sintesi, la sua visione si basa su:
La necessità di grandi imprese per trainare l’economia.
Il rischio che Dolomiti Energia si riduca a una “multiutility di valle” se non cresce.
La quotazione in borsa come leva fondamentale per l’espansione e la competitività globale.
CONTRO – Beni Comuni e Territorio (Sintesi della posizione del Prof. Della Volpe)
La posizione del Professor Della Volpe, sostenuta con convinzione dal Movimento 5 Stelle del Trentino, offre una critica radicale al modello di sviluppo proposto da Andreaus. Della Volpe mette in discussione l’idea di una crescita economica a priori, slegata dai costi sociali e ambientali. Per lui, un’azienda che gestisce una risorsa primaria come l’acqua non può essere guidata unicamente da logiche di mercato e dalla ricerca del massimo profitto per gli azionisti.
Della Volpe difende strenuamente l’idea dell’acqua come bene comune pubblico, un patrimonio che appartiene indissolubilmente alla gente del territorio dove la risorsa si trova. La quotazione in borsa di Dolomiti Energia, pur potendo portare capitali nel breve termine, esporrebbe la gestione dell’acqua a speculazioni finanziarie e a un controllo esterno, minando l’autonomia del Trentino. Per il professore, la vera sfida non è la crescita dimensionale per la crescita, ma la costruzione di un’economia che rispetti la natura, che tenga conto dei costi “esterni” (inquinamento, consumo di risorse) e che garantisca che i benefici rimangano sul territorio, nelle mani dei suoi abitanti. L’obiettivo dovrebbe essere un’autonomia sostenibile e centrata sulle persone, non sul capitale.
In sintesi, la sua visione si basa su:
Una critica allo sviluppo economico a priori che non tiene conto dei costi ambientali.
L’acqua come bene comune pubblico inalienabile.
La gestione pubblica e locale come garanzia di autonomia e tutela del territorio contro la speculazione.
I TESTI INTEGRALI
A seguire, pubblichiamo i due articoli completi per permettere ai lettori un’analisi approfondita delle argomentazioni proposte.


NOTA BENE:
Si informa la cittadinanza che è stato ufficialmente costituito il Comitato Acqua ed Energia Beni Comuni, promotore di un’iniziativa referendaria che chiederà alla popolazione di Trento di esprimersi in merito all’ingresso in borsa di Dolomiti Energia.
Del comitato promotore fanno parte attivamente il Movimento 5 Stelle, Onda, Rifondazione Comunista e le associazioni Risveglio Tirolese e Identità Autonomista Tirolese.
Invitiamo tutti i cittadini a seguire e sostenere il percorso referendario per riaffermare la centralità dei beni comuni
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