Sabato pomeriggio eravamo in tantissimi: circa 800 persone e ben 36 enti hanno fatto tremare il centro storico di Trento a suon di tamburi e cori!
Cittadini di Besenello (con in testa il sindaco Walter Battisti), di Lizzana, Marco e Rovereto; le sezioni delle Acli; forze politiche (Alleanza Verdi-Sinistra, Onda, Movimento 5 Stelle, Rifondazione Comunista ) e tantissime associazioni e comitati. Tutti uniti in un unico grande corteo partito da Piazza Dante.
Da anni, dal Vanoi alla Vallagarina passando per Trento, la richiesta è solo una: le opere pubbliche devono essere progettate nell’interesse del territorio e delle comunità che lo vivono, non contro di esse!
I motivi del NO si ripetono da 13 anni, ma oggi sono più urgenti che mai:
Danno ambientale: Progetti distruttivi che mettono a rischio le nostre falde acquifere e la qualità dell’aria, complice il viavai di camion carichi di detriti tossici diretti verso le cave trentine.
Un debito per il futuro: Investimenti faraonici che peseranno sulle future generazioni in termini di spesa pubblica.
Le alternative ci sono: Non serve un’opera inutile e dannosa! Basterebbe aumentare i pedaggi autostradali sulla A22 per ridurre drasticamente il flusso dei tir.
Non vogliamo grandi opere insostenibili che distruggono il nostro futuro. La terra è nostra e la difendiamo insieme.
