L’acqua, l’energia e la tutela del nostro territorio non si vendono sul mercato azionario. Con il deposito ufficiale del quesito referendario consultivo, è iniziato ufficialmente il percorso per dare voce ai trentini sul futuro di Dolomiti Energia Spa.
Come Movimento 5 Stelle del Trentino, insieme a Onda, Rifondazione Comunista, Partito Popolare Identità Autonomista e Risveglio Tirolese siamo orgogliosamente in prima linea tra i promotori di questa battaglia democratica all’interno del Comitato promotore “Acqua e Energia Beni Comuni”. Vogliamo bloccare la quotazione in borsa e difendere la gestione pubblica delle nostre risorse.
Il quesito depositato
Il testo del referendum consultivo depositato per il Comune di Trento parla chiaro:
”Per quanto attiene alle competenze del Comune di Trento, Lei è favorevole alla quotazione di Dolomiti Energia Spa sui mercati finanziari regolamentati?”
Perché diciamo NO alla quotazione in Borsa?
Entrare nei mercati finanziari non è un’operazione tecnica indolore, ma una scelta politica che cambierebbe radicalmente la natura della società. Come sottolineato dal Comitato promotore:
–Logiche di profitto speculativo: Una volta in Borsa, le priorità di Dolomiti Energia diventerebbero i dividendi e i mercati finanziari internazionali, non più il benessere dei cittadini e la tutela del territorio.
-Rischio privatizzazione: Questo passo apre di fatto le porte a una totale privatizzazione, mettendo a rischio il patrimonio dei trentini, il lavoro e i diritti legati ai nostri beni comuni.
-Conflitti di interesse e ambiente: La gestione pubblica deve servire a mitigare i problemi ambientali e a tutelare le nostre acque interne e la nostra aria, non a rincorrere il profitto aziendale a discapito della salute collettiva.
Le prossime tappe dell’iter*
Ora la palla passa agli step istituzionali previsti dal regolamento:
1)Valutazione dei “Saggi”: Il sindaco Franco Ianeselli ha 30 giorni di tempo per trasmettere il quesito al Comitato dei saggi (composto da Beatrice Tomasoni dell’Ordine degli avvocati, Flavio Guella per l’Università di Trento e Filippo Bettini dell’Ordine di Rovereto).
2)Il via libera: I saggi avranno a loro volta 30 giorni per esprimersi sull’ammissibilità del quesito.
3)La raccolta firme: Una volta ottenuto il via libera, avremo sei mesi di tempo per raccogliere le 3.000 firme necessarie a indire ufficialmente la consultazione.
Il nostro impegno
Siamo convinti che su un tema così cruciale che riguarda un patrimonio di tutti — e non di pochi soggetti speculativi — debbano decidere i cittadini. Non permetteremo che decisioni così impattanti vengano prese sopra le teste della comunità.
Restate sintonizzati per scoprire dove e quando poter firmare.
Riprendiamoci il controllo dei nostri beni comuni!
