Mentre il presidente della Provincia Maurizio Fugatti e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi si dichiarano “compatti” sulla realizzazione di un nuovo Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) a Trento, definendolo una scelta di “responsabilità” e un “modello di collaborazione”, i documenti ufficiali del Ministero raccontano una realtà ben diversa e profondamente inquietante.
Un’inchiesta pubblicata da La Via Libera ha analizzato le carte di un bando Invitalia da 14,7 milioni di euro destinato alla manutenzione straordinaria dei centri esistenti. Non si tratta di denunce provenienti da associazioni o attivisti, ma di rilievi tecnici del Viminale che certificano condizioni gravissime e diffuse:
– mancanza di sicurezza: in centri come Milano, Macomer e Palazzo San Gervasio risultano assenti i certificati di prevenzione incendi oppure mancano sistemi antincendio funzionanti;
– condizioni disumane: infiltrazioni, umidità e impianti di riscaldamento fuori uso rappresentano la normalità. A Bari sono stati documentati casi di persone costrette a dormire sui tavoli della mensa, mentre a Caltanissetta manca persino un adeguato impianto fognario;
– segregazione e opacità: nel CPR di Torino, i documenti tecnici parlano di barriere destinate a impedire il contatto tra persone appartenenti a etnie o religioni differenti, prefigurando una forma di segregazione interna.
Parallelamente, il Governo tenta di limitare sempre più l’accesso ai giornalisti e l’utilizzo di telefoni con fotocamera, ostacolando la diffusione pubblica di quanto accade all’interno delle strutture.
La volontà di estendere la rete dei CPR non si ferma a Trento. Già il 21 gennaio 2026, durante un incontro al Viminale, il presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher e l’assessora alla Sicurezza Ulli Mair hanno ottenuto dal ministro Piantedosi garanzie per la realizzazione di un centro anche in Alto Adige/Südtirol. Secondo quanto concordato, il CPR di Bolzano dovrebbe sorgere nell’area del nuovo carcere cittadino, in stretta collaborazione con gli enti statali.
Di fronte a questo quadro di degrado sistemico — in netto contrasto con la narrazione di “efficacia” e “sicurezza” proposta da Fugatti — i deputati del Movimento 5 Stelle Alfonso Colucci e Ilaria Fontana hanno presentato tempestivamente l’interrogazione parlamentare n. 4/07960 del 19 maggio 2026.
È inaccettabile che si proceda con la progettazione di una nuova struttura a Maso Visintainer, a Trento, senza aver prima chiarito come il Ministero intenda affrontare le gravissime criticità strutturali e le violazioni dei diritti umani che interessano l’intera rete nazionale dei CPR.
Sia Fugatti sia Kompatscher continuano a presentare questi centri come strumenti di sicurezza e modelli di “collaborazione istituzionale”. Tuttavia, i documenti pubblicati da La Via Libera smentiscono categoricamente questa rappresentazione. Mentre le due Province autonome accelerano verso la costruzione di nuove strutture, il Ministero dell’Interno certifica che molti centri già operativi versano in condizioni fatiscenti, privi di sistemi antincendio adeguati e segnati da condizioni igieniche intollerabili: luoghi caratterizzati da tensione permanente, lunghe ore di inattività forzata e assenza di spazi ricreativi o di culto.
Auspichiamo una risposta puntuale e immediata da parte del ministro Piantedosi alle questioni sollevate nell’interrogazione parlamentare di Colucci e Fontana. Non si può parlare di “percorsi seri di accoglienza e integrazione” quando è lo stesso Stato a certificare il trattenimento di persone in strutture prive di riscaldamento, sistemi antincendio funzionanti e condizioni igieniche basilari.
Il gruppo territoriale del M5S, con il prezioso supporto dei propri portavoce in Parlamento, continuerà a vigilare affinché il nostro territorio non diventi complice di un sistema che lo stesso Ministero, nei propri atti interni, descrive come fallimentare e degradato.