PNRR a Trento: quando il merito è di tutti, ma il debito è solo del M5S

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Pubblichiamo di seguito la lettera scritta dall’ex consigliere provinciale Alex Marini, inviata a vari quotidiani locali e pubblicata dal Fatto Quotidiano in data odierna:

La recente attenzione della stampa locale sul completamento dei cantieri del PNRR a Trento offre lo spunto per una riflessione che, come Movimento 5 Stelle, riteniamo doverosa. Riconoscere il valore degli investimenti europei non significa condividere automaticamente tutte le scelte dell’amministrazione comunale: su alcune opere, come la nuova stazione del trasporto pubblico extraurbano su gomma o la funivia Trento Bondone, le nostre perplessità rimangono legittime e il dibattito sulle soluzioni individuate è tutt’altro che chiuso.
​Qui si intende affrontare una questione diversa e più generale, che tocca il coordinamento tra politiche europee, nazionali e locali e la narrazione pubblica che accompagna gli investimenti. È un ragionamento di carattere macroeconomico e istituzionale: le opere che oggi vengono giustamente rivendicate dagli amministratori locali sono state rese possibili da una scelta politica ampia, ovvero utilizzare il debito comune europeo per finanziare investimenti produttivi e accelerare la modernizzazione del patrimonio pubblico del Paese.
​Le 162 imprese coinvolte nei cantieri di Trento rappresentano l’esempio concreto dell’effetto moltiplicatore della spesa pubblica produttiva: gli investimenti pubblici non producono soltanto infrastrutture, ma attivano lavoro, reddito, innovazione, competenze e sviluppo economico sul territorio.
​Ed è qui che emerge la profonda contraddizione della narrazione politica attuale. Oggi che i cantieri arrivano a compimento, il merito diventa improvvisamente di tutti e le passerelle si affollano. Ma quando c’era da fare la scelta coraggiosa di scommettere sul Next Generation EU, il Movimento 5 Stelle è rimasto solo a difendere quella visione, sommerso dalle critiche di chi quel debito lo definiva un errore. Esiste invece una differenza sostanziale tra il debito “cattivo”, che finanzia consumi e sprechi senza lasciare alcun patrimonio alle generazioni future, e il debito “buono”, fortemente voluto dal M5S, che realizza infrastrutture e rende il patrimonio pubblico più efficiente e sostenibile.
​Il completamento dei cantieri a Trento è una buona notizia per tutta la comunità, ma è anche il promemoria di una verità spesso dimenticata: senza una visione politica capace di reperire quelle risorse e di investire sul futuro, quei progetti sarebbero probabilmente rimasti ancora nei cassetti.
​Quando il debito serve a costruire il futuro, il giudizio non può cambiare a seconda della convenienza politica o della narrazione del momento. Se il debito viene criticato quando viene contratto, allora dovrebbe essere riconosciuto anche quando produce risultati concreti. Diversamente, non siamo di fronte a un’analisi delle politiche pubbliche, ma a un racconto selettivo di pura propaganda che scarica sul M5S la responsabilità del debito ma si appropria dei meriti delle opere.

Alex Marini
Ex consigliere Provinciale del Movimento 5 Stelle Trentino

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