Ottimizzare costi e servizi per il nuovo polo natatorio a Trento

Ottimizzare costi e servizi per il nuovo polo natatorio a Trento


In tema del nuovo polo natatorio sta giungendo alla quadratura. L’ultima analisi relativa alla sua futura gestione, presentata da Cassa del Trentino, e da noi sollecitata sin dal inizio per permettere una miglior valutazione in merito ad una struttura che dovrà garantire la sua efficienza per almeno 30 anni o magari 50 (come l’attuale piscina Manazon) ha evidenziato quanto già si sapeva: gli attuali impianti non sono più sostenibili nella loro gestione ed è necessario metterci mano. La proposta di Cassa del Trentino di chiudere due impianti (Manazon e Madonna Bianca) ci vede favorevoli per svariati motivi.
In primis la superficie d’acqua verrebbe comunque ad aumentare dando così la possibilità di soddisfare un maggior numero di utenti, secondariamente si verrebbero a coprire tutte le esigenze sportive realizzando un impianto omologato sia per la parte natatoria sia quella per la pallanuoto, i tuffi, il sincronizzato e le altre discipline minori (salvamento e sub) da ultimo, realizzandolo con elevati standard per quanto riguarda la gestione del calore e dei ricircoli d’aria (ricordiamo che l’affiancamento al Palaghiaccio permetterebbe un risparmio di spesa per il riscaldamento della piscina stimato intorno ai 70000 euro l’anno) farebbe risparmiare non poco l’amministrazione. Ultimamente tutte le discipline sportive si sono mosse per chiedere attenzione e rimostrare in merito allo stato ed alle mancanze di alcune strutture. Partendo dal complesso del palazzetto dello sport (PalaTrento e Palaghiaccio) le società lamentano la mancanza di alcuni sottoservizi che sarebbero fondamentali sia per l’utilizzo quotidiano da parte degli atleti, sia per quanto riguarda la gestione di eventi e competizioni.
Uno degli aspetti fondamentali del palazzetto è l’assoluta mancanza di un ingresso, un atrio, che possa ospitare gli spettatori ed i visitatori fungendo da filtro tra il campo di gioco e l’esterno evitando così sia il passaggio attraverso la struttura del palazzetto per accedere alle palestrine dedicate alle altre attività, sia le brusche ed inevitabili variazioni termiche che tanto nuocciono alla salute ed alle tasche. Servizi quali ristorante, bar, una piccola foresteria ed una palestrina per il riscaldamento sarebbero altri plus che farebbero cambiare radicalmente l’utilizzo e la frequentazione del polo sportivo di via Fersina. 2. A tal proposito sollecitiamo il Sindaco e la Giunta, di valutare la possibilità di scorporare i costi relativi a tali sottostrutture previste nella nuova piscina, per aprire un nuovo capitolo di spesa per il completamento e miglioramento del polo sportivo. Avremo così sia una piscina adatta a tutti gli usi, agonistico e sportivo, sia le sottostrutture necessarie anche alle altre realtà sportive. Verosimilmente tale intervento, diviso in due strutture, avrebbe un costo paragonabile con quello della piscina proposta da Cassa del Trentino, con il vantaggio di veder soddisfatte non solo la realtà natatoria comunale e provinciale, ma anche delle altre discipline ivi praticate, basket, volley e sport sul ghiaccio. In merito alle piscine che andranno in disuso il nostro pensiero va ad una chiusura , magari non contemporanea dei due impianti, ed alla conversione delle strutture in palestre.
A Madonna Bianca vedremo bene la realizzazione di più palestre di cui una dotata di tribune ed adatta ad ospitare le competizioni (oggi in città sono omologate solo 3 strutture, le altre funzionano tutte in deroga) mentre in via Fogazzaro, il centro Manazon potrebbe ospitare, come già espresso da più parti, l’attività della ginnastica artistica, attualmente relegata in spazi ristretti. Quanto più ci lascia perplessi però è l’assoluta cecità ed impermeabilità all’aiuto offertoci dalla Federazione Nuoto nazionale che, nella figura del suo presidente Barelli e del presidente provinciale, Mario Pontalti, si è data disponibile a dare un supporto gratuito nella progettazione degli impianti e della struttura con la possibilità di entrare in gioco anche per la gestione del futuro impianto che potrebbe ospitare eventi di un certo calibro e magari far ritornare grossi meeting come il meeting giovanile europeo di nuoto ed altri eventi simili. Evidentemente i nostri tecnici ne sanno veramente molto in merito a piscine ed a palazzetti anche se il realizzato fa supporre altro.

I consiglieri comunali M5S di Trento
Marco Santini
Paolo Negroni
Andrea Maschio

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