Chi difende le istituzioni quando le istituzioni non difendono se stesse

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Per chi non conoscesse i fatti, postiamo una sintesi dell’intervento di Alex Marini pubblicato sul mensile di inchiesta “Questo Trentino” in edicola dal 4 aprile scorso. L’articolo per intero si trova cliccando il link sottostante.

Chi difende le istituzioni quando queste restano in silenzio? Il caso Sgarbi vs Marini.

Il conflitto di attribuzione tra la Camera dei Deputati e la Corte d’Appello di Ancona sul caso Sgarbi-Marini solleva un interrogativo che va oltre la cronaca giudiziaria: qual è il ruolo delle istituzioni nel tutelare la propria dignità e le prerogative di chi le rappresenta?

La vicenda nasce nel 2019, quando il deputato Vittorio Sgarbi reagì con insulti pubblici alle critiche espresse da Alex Marini (allora consigliere provinciale a Trento) riguardo alla sua nomina alla presidenza del MART. Nonostante una prima sentenza favorevole a Marini presso il Tribunale di Macerata, la Camera dei Deputati ha recentemente deliberato l’insindacabilità delle dichiarazioni di Sgarbi, portando il caso davanti alla Corte Costituzionale.
Il prossimo 10 giugno, la Consulta dovrà stabilire se il Parlamento abbia abusato del proprio potere nell’erigere uno scudo protettivo attorno al deputato.
Mentre la Camera si mobilita con forza per difendere le proprie prerogative, emerge il “silenzio assordante” delle istituzioni locali:l Consiglio Provinciale di Trento, onostante la richiesta di Marini di intervenire con una memoria amicus curiae (per ribadire che l’attacco a un consigliere nell’esercizio delle sue funzioni lede l’intera istituzione), ha scelto di non esprimersi.
Se un rappresentante eletto viene lasciato solo di fronte ad attacchi ingiuriosi , il rischio è l’indebolimento della democrazia stessa.
Infatti, quando l’attività di controllo tocca interessi forti o figure influenti, scattano dinamiche di delegittimazione che mirano a indurre cautela e silenzio nei rappresentanti eletti.
Questa vicenda mette a nudo una fragilità dell’Autonomia trentina. Se le istituzioni non hanno il coraggio di difendere i propri membri impegnati in funzioni di controllo politico, non svolgono appieno la loro missione.
Non bastano le dichiarazioni di solidarietà: senza azioni concrete, prevale una logica di convenienza politica che subordina la Provincia autonoma all’arroganza del potere centrale, rinunciando a difendere quella dignità istituzionale che dovrebbe essere alla base dell’ordinamento repubblicano.


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