Trento/Strasburgo, 26 marzo 2026 – È stata depositata il 26 marzo scorso al Parlamento europeo, su iniziativa dell’europarlamentare Gaetano Pedullà (M5S – The Left), un’interrogazione scritta indirizzata alla Commissione europea per fare chiarezza sulla compatibilità dei finanziamenti PNRR destinati alla realizzazione della Ciclovia del Garda, con particolare riferimento al tratto tra Limone sul Garda e Riva del Garda.
L’opera interessa falesie di inestimabile valore paesaggistico e ambientale, riconosciute a livello internazionale. Tuttavia, il progetto attuale prevede la realizzazione di imponenti strutture metalliche a sbalzo su versanti fragili, classificati dai geologi come aree a elevata pericolosità idrogeologica.
Siamo di fronte a un investimento che solleva dubbi rilevanti sotto il profilo della sostenibilità economica e ambientale anche alla luce delle valutazioni della Corte dei conti, che ha definito i costi del tratto trentino – fino a 28 milioni di euro per chilometro – come decisamente spropositati, ipotizzando possibili profili di danno erariale.
L’interrogazione 1272/2026 evidenzia inoltre l’esistenza di alternative già individuate e formalmente deliberate. In particolare:
1. Soluzione intermodale via acqua. La Regione Lombardia, con la deliberazione DGR XII/5508, ha approvato un protocollo per l’attivazione di un servizio intermodale di navigazione (“via d’acqua”).
2. Riduzione di costi e impatti. Tale opzione consentirebbe di garantire la continuità dell’anello ciclabile riducendo in modo significativo: i costi complessivi dell’opera; i tempi di realizzazione; l’impatto ambientale sulle pareti rocciose.
Alla luce delle interlocuzioni in corso tra Commissione europea e Stato italiano, l’atto ispettivo chiede formalmente di verificare:
1. Compatibilità con il PNRR. Se il finanziamento (Investimento 4.1) rispetti i criteri di economicità e il principio DNSH (“Do No Significant Harm”).
2. Valutazione delle alternative. Se la soluzione progettuale via terra possa ancora ritenersi ammissibile in presenza di alternative intermodali già deliberate, più sostenibili e meno onerose.
Questa iniziativa in sede europea dà voce alle preoccupazioni espresse da anni da cittadini e associazioni come WWF, Italia Nostra e Legambiente, che denunciano il rischio di compromettere un paesaggio unico, a fronte di un intervento che potrebbe tradursi in uno spreco di risorse pubbliche.
Scopri di più da Associazione Trentino 5 Stelle
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.