Perfido, il Parlamento guarda alla gestione associata del porfido trentino

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La deputata Stefania Ascari ha depositato un’interrogazione parlamentare al Governo per chiedere l’attivazione di una commissione d’accesso presso la gestione associata dei comuni di Albiano, Lona Lases, Segonzano e Sover, alla luce degli elementi emersi dall’inchiesta “Perfido” e delle recenti sentenze definitive che hanno certificato il radicamento della ’ndrangheta nel settore del porfido trentino.

L’interrogazione 4/07891 del 14 maggio 2026 richiama le relazioni predisposte nel 2017 dall’allora segretario comunale Marco Galvagni, responsabile della prevenzione della corruzione, nelle quali venivano segnalate anomalie amministrative, pressioni, intimidazioni e possibili azioni ritorsive maturate nel contesto della gestione associata. Documenti che, come si legge nell’atto parlamentare, “hanno fornito una base conoscitiva fondamentale sul contesto amministrativo, sociale ed economico del territorio, risultando determinanti per la conduzione dell’inchiesta Perfido”.

Particolarmente rilevante è il passaggio in cui si evidenzia come “il condizionamento esercitato dalla criminalità organizzata non si limitava al solo comune di Lona Lases ma sembrava permeare l’intera struttura della gestione associata, influenzando la formazione della volontà degli organi e compromettendo l’imparzialità dell’amministrazione”.

Si tratta di temi che il Movimento 5 Stelle aveva già sollevato in tempi non sospetti. Nel 2018 il consigliere provinciale Alex Marini presentò un’interrogazione per denunciare le possibili misure discriminatorie e ritorsive subite da Marco Galvagni in relazione alla sua attività di segnalazione di illeciti e di prevenzione della corruzione. Già allora veniva richiamata la necessità di garantire tutele effettive ai whistleblower e di verificare eventuali condizionamenti esterni sull’azione amministrativa.

Quelle preoccupazioni, all’epoca sostanzialmente ignorate, assumono oggi un peso completamente diverso alla luce della sentenza definitiva sul filone principale dell’inchiesta “Perfido”. Forse è arrivato il momento di rileggere quei fatti storici senza rimozioni e senza reticenze, riallineando finalmente l’azione amministrativa, i controlli pubblici e gli strumenti di vigilanza sull’indirizzo politico e amministrativo.

Perché il tema non riguarda soltanto le responsabilità penali individuali, ma la capacità delle istituzioni di riconoscere e contrastare tempestivamente i processi di infiltrazione e condizionamento che possono svilupparsi anche dentro strutture amministrative apparentemente ordinarie.


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