Processo Perfido e trasparenza negata: il M5S porta il caso di Albiano in Parlamento

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Il MoVimento 5 Stelle ha depositato un’interrogazione parlamentare, a firma dei deputati Stefania Ascari e Antonio Ferrara, per chiedere chiarimenti al Ministro dell’Interno sulla gestione delle proposte di iniziativa popolare presso il Comune di Albiano. Al centro del caso, il rifiuto dell’amministrazione comunale di costituirsi parte civile nel secondo troncone del processo “Perfido”, avvenuto ignorando le procedure previste dallo Statuto comunale.

I fatti e l’iter violato

In data 24 febbraio 2025, trentaquattro cittadini avevano presentato una proposta formale invocando l’articolo 7 dello Statuto di Albiano. La richiesta era chiara: il Comune avrebbe dovuto costituirsi parte civile per tutelare la propria immagine a fronte delle gravissime contestazioni mosse contro esponenti delle Forze dell’Ordine operanti sul territorio negli anni 2014-2015.

Tuttavia, la risposta negativa firmata dal Sindaco Martino Lona il 6 marzo 2025 non è scaturita da un dibattito pubblico e verbalizzato in Consiglio Comunale, come prescritto dalle norme.

La “gestione informale” denunciata dal Difensore Civico

Grazie all’intervento del Difensore Civico della Provincia Autonoma di Trento, è emersa una realtà inquietante: non esiste alcun verbale di seduta consiliare sulla vicenda. Il Comune ha ammesso che la proposta è stata discussa dal Sindaco e da alcuni consiglieri in una “riunione convocata informalmente per le vie brevi”.

“Il rispetto delle procedure statutarie non è un fastidioso formalismo, ma la garanzia che la democrazia funzioni,” dichiarano i deputati del M5S. “Sottrarre una proposta popolare al dibattito pubblico in aula per gestirla privatamente ‘per le vie brevi’ significa privare i cittadini della trasparenza e della possibilità di verificare come e perché i loro eletti prendano certe decisioni.”

L’interrogazione parlamentare su trasparenza e legalità

Con l’atto ispettivo(4/07644 del 21 aprile 2026), il MoVimento 5 Stelle ha interrogato il Ministro dell’Interno per sapere e sia a conoscenza di questa gestione irregolare che lede i diritti di partecipazione dei cittadini e quali iniziative intenda adottare affinché gli Statuti comunali siano rispettati rigorosamente, impedendo che prassi informali e prive di valore giuridico sostituiscano il confronto democratico nelle sedi istituzionali.

Il M5S del Trentino e i parlamentari firmatari ribadiscono che la lotta alle infiltrazioni e la tutela dell’immagine delle istituzioni passano inevitabilmente per la trasparenza amministrativa. Il caso di Albiano rappresenta un precedente pericoloso che non può passare inosservato: la partecipazione dei cittadini non può essere liquidata con una lettera privata basata su incontri informali e privi di documentazione ufficiale.


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