(Dis)informazione sulla linea TAV del Brennero

(Dis)informazione sulla linea TAV del Brennero

Lettera inviata al Corriere del Trentino il 23 agosto ’13 (non pubblicata)

Egregio direttore

il 15 giugno scorso ha gentilmente risposto ad una mia lettera nella quale esprimevo le mie preoccupazioni riguardo i danni ambientali ed economici che, secondo qualche esperto, provocherà la realizzazione del progetto TAV in Trentino-Alto Adige. Nella sua risposta, tra le altre cose, ha sostenuto che «il progetto è stato ampiamente spiegato alla popolazione locale».

Ieri ho partecipato ad un banchetto informativo del MoVimento 5 Stelle in centro storico a Trento e la mia attività è stata per lo più intervistare i passanti facendo loro due domande per verificare se erano dei cittadini informati. Ponendo il quesito «Che cosa mi sa dire del progetto TAV Brennero?» a circa 30 persone, ho ottenuto i seguenti risultati: il 60% di loro sapeva in modo superficiale che si sta scavando in Alto Adige per realizzare un tunnel sotto il Brennero; il 40% non ne sapeva nulla. Ma tutti, compreso un giovane ferrovierie, erano completamente all’oscuro del fatto che oltre il tunnel (23 km nella sola parte italiana) verranno scavati da Fortezza a Verona 168 km di gallerie all’interno delle nostre montagne.

Quest’ultimo dato mi ha davvero stupefatto, visto che ho parlato con persone di diversa età ed estrazione sociale. Oggi ho cercato informazioni nel sito della PAT, che nella pagina “La nuova ferrovia del Brennero” presenta cinque video informativi di cui solo due (i più tecnici e quindi non idonei a dare una visione d’insieme dell’opera) funzionanti. Il resto sono pochissimi documenti tecnici e delibere che non aiutano chi voglia informarsi sulla – va ricordato – più grande opera pubblica mai progettata per il Trentino-Alto Adige.

Nella sua risposta dice poi che non le «pare vi sia un’opposizione diffusa» all’opera. Sebbene il mio piccolo sondaggio non pretenda di rispecchiare la realtà generale, mi viene da pensare che una popolazione disinformata non abbia nulla a cui opporsi, e questa non è democrazia.

Cosa ne pensa?

Andrea Fogato

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