Trentino Network ovvero la teoria del Marchese del Grillo

Trentino Network ovvero la teoria del Marchese del Grillo


Comunicato Stampa inviato ai principali quotidiani locali ed ignorato da:
quotidiano trentino barrato

«Osservando da vicino il “meraviglioso mondo” delle controllate provinciali non si finisce mai di scoprire nuove e sorprendenti cose. Ben di rado però ciò avviene in senso positivo.

La storia di oggi ha a che fare con Trentino Network: nel 2012 il CdA dell’azienda informatica provinciale pensa bene di promuovere una bella infornata di nuovi quadri ovviamente dotati di relativi emolumenti e benefit. Solo che l’operazione non si poteva fare. Proprio in quell’anno la PAT aveva posto dei limiti al costo del personale, e, proprio grazie alla manica larga mostrata con le promozioni, Trentino Network li sfora allegramente. Gli amministratori e gli organi di controllo forse abituati ad una gestione “no limits” fanno spallucce e procedono comunque. Tanto cosa potrà mai accadere?

Arriva il 2015 e, sorpresa! La Provincia impone a Trentino Network di rientrare degli sforamenti per il costo del personale specificando che il rientro dovrebbe avvenire a partire dalle “figure apicali” e da chi ha beneficiato di “trattamenti non dovuti”. Uno pensa: interverranno sulle tante posizioni create ex novo e normalizzeranno la situazione che loro stessi hanno creato nel 2012. Sbagliato. Senza colpo ferire Trentino Network decide che per rientrare bisogna sì tagliare, ma non certo a partire dall’alto. Via i premi di risultato ma solo per i dipendenti semplici. Quadri e dirigenti mantengono invece i propri. Ma come? E gli accordi? E il rapporto di fiducia che lega il personale all’azienda? A quanto pare contano meno dei legami fra chi comanda. E allora poco importa se gli impiegati semplici abbiano o meno raggiunto gli obiettivi proposti, o che non si capisca come abbiano fatto dirigenti e quadri a raggiungere i propri obiettivi se chi ha operato secondo le loro direttive non lo ha fatto. A quanto pare qualcuno conta e qualcun altro no. E siccome a decidere sono i primi la razionalizzazione si fa sulla pelle dei secondi. La teoria del marchese del Grillo applicata a regola d’arte.

Ma non è finita. Forse per mettere ulteriormente mano ai costi del personale, Trentino Network decide anche di non rinnovare alcuni contratti a precari storici che lavoravano per l’azienda fin dal 2010. Si tratterebbe di figure chiave, come “buyer” e “controller” ad alta specializzazione, parrebbe formate a spese della controllata provinciale e quindi con i soldi dei cittadini.

Ma, al di là dello stupore per società del sistema pubblico che si comportano in questo modo, a colpire di più è un’altra questione. Il personale del quale si decide di fare a meno è esperto e capace.  Riveste posizioni chiave nell’organigramma dell’azienda. Il livello di queste persone è testimoniato anche dal fatto che praticamente tutte avrebbero già trovato nuova occupazione. Il problema qui non è dunque di natura sociale ma manageriale. Nessuna impresa sensata sceglie di mandar via collaboratori efficienti e capaci, formati a caro prezzo e ben inseriti nella struttura aziendale, e se ciò accade in Trentino Network c’è da domandarsi due volte il motivo, considerato che a pagare per creare queste professionalità sono stati i cittadini, e che il capitale creato a questo punto rischia seriamente di andare disperso, con ogni probabilità a causa di quelli che molto pudicamente definiremo “sbagli” di una dirigenza che non paga mai per essi, anzi se serve li accolla ai sottoposti.

Per chiarire i tanti aspetti nebulosi di questa vicenda e per dare dignità ai lavoratori che nonostante tutto finché hanno potuto si sono impegnati per la loro azienda, il M5S ha presentato 2 interrogazioni al Consiglio Provinciale e vedrà di andare a fondo sulla questione».

Cons. prov. Filippo Degasperi
Gruppo consiliare MoVimento 5 Stelle

Interrogazione TNN_Promozioni

Interrogazione TNN_tempi_determinati

Related Articles