Interrogazione scritta 2/2015: interventi di bonifica dell’area ex Sloi

Interrogazione scritta 2/2015: interventi di bonifica dell’area ex Sloi

CONSIGLIO COMUNALE DI TRENTO
Gruppo consiliare MoVimento 5 Stelle

Trento, 1 giugno 2015

Gent.ma Sig.ra Lucia Coppola
Presidente del Consiglio comunale di Trento
SEDE

Interrogazione a risposta scritta n. 2/2015

Oggetto: interventi di bonifica dell’area ex Sloi

Ex-Sloi: nel cuore di Trento, un sito che figura tra le aree più inquinate d’Italia. A quasi quarant’anni di distanza dall’incendio che portò alla chiusura della fabbrica, l’area – diventata negli anni rifugio di senzatetto e dunque ulteriore simbolo di degrado – conserva ancora il suo carico nocivo di piombo tetraetile e attende di essere bonificata. Paradossalmente, prima della bonifica, si è proceduto a riedificare e ripopolare la zona, lasciando così aperto uno squarcio nel tessuto urbano del capoluogo che continua a rappresentare un grave pericolo per la salute non solo di chi vive nelle vicinanze, ma di tutti i cittadini. Oltre ai 14 ettari contaminati fra via Maccani e via Brennero, infatti, l’inquinamento interessa anche le rogge che dall’area della Sloi si estendono per 6,5 km verso via Lavisotto, piazza Centa, sotto il palazzo della Regione, fino al parcheggio ex Sit per poi sfociare nell’Adigetto.

Apprendiamo dai giornali locali che gli ultimi edifici, tranne la torre e lo scheletro della fabbrica, sono stati abbattuti. Si riporta che dei campioni dei materiali della demolizione verranno analizzati prima di essere smaltiti e che si tratterebbe del primo degli interventi di bonifica.
Posto che accogliamo con favore la ripresa di lavori che riteniamo di assoluta priorità sul territorio comunale (lavori iniziati nel 2010 con un ritardo di diversi anni rispetto al via libera del Comune e poi inspiegabilmente arenatisi), pur consapevoli che l’ente competente, trattandosi di siti inquinati di interesse nazionale, è il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, si interrogano il Sindaco e la Giunta per conoscere:

1) se il committente dei lavori sia il Comune o la Provincia;

2) chi è stato incaricato di eseguire i lavori sopra menzionati e se la ditta incaricata è autorizzata ad operare in contesti di contaminazione;

3) chi è stato incaricato di eseguire le analisi dei campioni di materiale raccolto;

4) se e in che modo chi ha eseguito i lavori abbia affrontato il problema delle polveri da abbattimento di manufatti i cui materiali hanno alta probabilità di risultare almeno in parte tossici, e come tali materiali saranno trasportati fuori dalla zona in sicurezza;

5) se la ditta incaricata dei lavori abbia dichiarato dove verrà portato il materiale nel caso dovesse risultare inquinato o qualora diversamente non lo fosse;

6) i giornali riportano che del vecchio stabilimento chimico restano in piedi la torre piezometrica e lo scheletro della fabbrica, le strutture più delicate perché più esposte all’inquinamento da piombo. Si chiede se si procederà con un abbattimento separato (e in questo caso quanto costerà effettuarlo) oppure se, come previsto dal progetto su cui la Giunta Provinciale con deliberazioni n. 2542 del 16 novembre 2007 e n. 832 del 10/05/2013 si è pronunciata favorevolmente, si utilizzerà lo scheletro della fabbrica per la costruzione della piattaforma per lo stoccaggio e pretrattamento dei rifiuti;

7) se, nella demolizione delle baraccopoli presenti nell’area, sia intervenuta anche la Polizia locale e dove siano state indirizzate tutte le persone che vi abitavano;

8) se esista e quale sia il piano di bonifica dopo l’abbattimento;

9) come si ponga il Comune nei confronti della proposta avanzata dal consigliere provinciale M5S Filippo Degasperi in data 9 settembre 2014 con la mozione n. 177/XV, bocciata dalla Giunta, che chiedeva “di concerto con il Comune di Trento, un ripensamento del piano regolatore generale, con l’obiettivo di mutare la destinazione urbanistica dell’area da zona a destinazione produttiva e commerciale a zona a verde pubblico. Tale destinazione urbanistica risulta infatti l’unica compatibile con l’attuale impossibilità, dal punto di vista delle conoscenze scientifiche e delle strumentazioni tecniche, a procedere ad una bonifica dei luoghi efficace e rispettosa dell’esigenza di presidiare la salute di chi vicino alla zona già abita o lavora”.

In attesa di risposta scritta si coglie l’occasione per porgere distinti saluti.

Cons. comunali Marianna Demattè e Paolo Negroni

 

 

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