La caffetteria del Mart chiude

La caffetteria del Mart chiude


È triste vedere che un colosso culturale che è costato centinaia di milioni di euro ai trentini non riesca a mantenere vivo un punto ristoro.
Qualcosa non va. È chiaro.
Sono anni che leggiamo della difficoltà di questa parte del museo di sopravvivere. Non dico prosperare, sopravvivere.
Che errore stiamo facendo? Intorno al MART vivono da anni bar e pub, con alterne vicende, certo, ma vivono.
Però nessuna di queste partecipa a un bando. Sono tutte libere iniziative imprenditoriali.
Se il Trentino ha deciso di investire una montagna di denaro pubblico in un museo, sarebbe bene che chi lo gestisce si mettesse la mano sulla coscienza e capisse che far fallire in continuazione la sua caffetteria è solo indice di un fallimento di tutto il sistema.
Non colpevolizzo la direzione culturale, non è loro mestiere.
Colpevolizzo il Consiglio di Amministrazione.
Questi non capiscono che la comunità gli ha affidato non solo la gestione delle sale e delle mostre, ma anche il buon nome e l’immagine di Rovereto e del Trentino.
Rovereto però non ha voce in capitolo sulla gestione del MART. Che ha sede nella nostra città e porta il nostro nome, ma nel quale siamo ospiti in casa nostra.
Colpevolmente abbiamo nel passato ceduto sovranità; come stiamo per fare in altre operazioni, per altro facendo capire che non abbiamo capito nulla di come “va il mondo”.
Parlo al plurale perché le decisioni vengono prese nelle “segrete stanze”, da chi ha la certezza di non essere defenestrato (o sputtanato…) una volta scoperto.
Il Movimento 5 Stelle accusa il Consiglio di Amministrazione del MART di inadeguatezza, credo così sia più chiaro.
Poi, anzi prima, vengono i lavoratori. Chi ha perso il lavoro, chi non riceverà stipendio e TFR per scelte scellerate delle stesse amministrazioni pubbliche.
A questi dobbiamo una risposta. Veloce e chiara.
 Il Movimento 5 Stelle ha più volte indicato lo strumento: il reddito di cittadinanza.
L’abbiamo proposto in Provincia, e prima in Comune a Rovereto dove sonnecchia ancora in Commissione, pur essendo stato votato, come studio, dal Consiglio Comunale nel bilancio 2015.
In tutto questo tempo avremmo potuto fornire una soluzione veloce, apolitica e non discrezionale, a chi, come i lavoratori implicati in questa tristissima vicenda, subisce perdite repentine di lavoro.
Ma la discrezionalità implica sempre la possibilità del “favore”…e chi fa un favore normalmente passa all’incasso dopo un po’. Non sempre, chiaramente, ma il dubbio rimane e rimarrà.
Ora posso solo sperare che questi lavoratori possano trovare nell’assessore Previdi la benevolenza e la disponibilità per un aiuto…discrezionale.

Consigliere Paolo Vergnano
MoVimento 5 Stelle – Comune di Rovereto

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